18/05/2012

Termini Imerese: Fs Blocca Gli Ex Operai Fiat Alla Stazione

Gli operai dell’ex Fiat di Termini Imerese continuano la loro disperata protesta contro l’impasse nella quale è precipitata la loro situazione di cassaintegrati destinati il 31 dicembre prossimo – se l’accordo Fiat,Palermo,tanto promesso da politici di ogni schieramento e anche dal ministro Passera non verrà siglato – verranno licenziati in massa.
E-ilmensile - E così, dopo aver assediato il 15 maggio Villa Malfitano a Palermo – dov’erano in corso le celebrazioni per la nascita dello Statuto siciliano – ieri hanno organizzato un sit-in davanti al tribunale di Termini Imerese, durato ore, e oggi hanno bloccato la stazione ferroviaria della cittadina a 35 chilometri da Palermo. Si tratta di centinaia di cassintegrati, esodati e interinali che stamani alle 7.30 erano intenzionati a partire per il capoluogo pronti a sfilare in corteo per via Roma, fino alla sede della Banca d’Italia. Le Ferrovie, però, hanno deciso di bloccare il convoglio perché i manifestanti erano sprovvisti del biglietto. A quel punto sono intervenuti i sindacati di categoria, per tentare di trattare, rendendosi disponibili a pagare un ticket comulativo per questi operai per i quali, adesso, anche un biglietto per una corsa regionale è un lusso. Ma le Fs si sono rifiutate, pretendendo un biglietto per ogni passeggero.

“Ringraziamo per la solidarietà le Ferrovie dello Stato – ha precisato con tono amaro alle agenzie Vincenzo Comella della Uilm -. Gli operai sono disperati e gesti come quello di oggi arrivano dopo numerose cocenti delusioni. La situazione è grave”, ha aggiunto.

Presidiare stamani la sede palermitana di Bankitalia dunque era per questa gente una nuova tappa della loro lunga protesta, che ha toccato nelle settimane scorse banche e sedi dell’Agenzia delle entrate e della società di riscossione Serit. L’intento è, appunto, chiedere il rispetto degli accordi di dicembre su esodati e riconversione industriale della fabbrica.

Intanto, sul fututo degli operai Fiat è intervenuto ieri il ministro del Lavoro Elsa Fornero: “In merito alle iniziative che il Governo intende porre in essere per garantire prospettive occupazionali ai lavoratori della Fiat, si rende noto che i vertici aziendali hanno ribadito la volontà di continuare con il piano industriale presentato, destituendo di ogni fondamento la notizia relativa alla paventata chiusura di insediamenti industriali”. Ma questi 400 lavoratori non ci credono. Fatti, basta parole.

Parole che scorreranno a fiumi anche nell’incontro che si terrà alle 18 al ministero dello Sviluppo economico proprio sul caso del sito per la produzione automobilistica ex Fiat di Termini Imerese. A renderlo noto è l’ufficio stampa della presidenza della Regione. Il tavolo, a cui partecipano ministero, Regione Sicilia e l’advisor Invitalia, era previsto stamattina ma è stato rinviato per consentire ai tecnici ulteriori approfondimenti. Parteciperà il ministro Passera, mentre è possibile, anche se manca la conferma, che vi partecipi anche il presidente della Regione, Raffaele Lombardo.

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16/05/2012

Prostituzione, come schiave e marchiate a fuoco: 11 arresti a Roma

I carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Tivoli (Roma) hanno dato esecuzione a provvedimento di fermo, emesso dalla procura di Roma, nei confronti di 11 persone, 3 donne e 8 uomini, tutti romeni,  Roma,prostituzione, ritenute responsabili a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione sulle strade della capitale, riduzione in schiavitù ed alla tratta di giovani donne di nazionalità romena reclutate nei territori d'origine e avviate alla prostituzione. Gli sfruttatori approfittavano di una situazione di inferiorità psichica delle giovani donne, dell'estrema povertà delle famiglie d'origine, le privavavano della libertà personale, sottoponendole ad un grave stato di soggezione psicologica e di vera e propria coercizione fisica. Una delle ragazze circa tre anni fa è stata marchiata a fuoco con l'iniziale del nome del suo sfruttatore. Le donne, attirate da connazionali con la promessa di un lavoro stabile e sicuro, una volta in Italia venivano private dei documenti, intimidite con minacce di morte e poi rivendute ad altri connazionali o messe in palio come premi nei giochi d'azzardo.

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15/05/2012

Fiscalista di Maradona: Agenzia delle Entrate non aderirà a mediazione

L'Agenzia delle Entrate non aderirà al tentativo volontario di mediazione intentato da Diego Armando Maradona,Napoli, Diego ArmandoMaradona per risolvere la questione fiscale che si trascina da anni. E' quanto riferisce il fiscalista milanese Silvio Ceci, che affiancherà a Napoli i legali del 'Pibe de oro', Angelo Pisani e Angelo Scala. Domani, comunque, ci sarà l'incontro al termine del quale verrà formalizzato il fallimento del tentativo e mediazione. Successivamente è prevista una conferenza stampa alla Stazione Marittima.
"Maradona è vittima di una grave ingiustizia - spiega il fiscalista - personaggio famoso messo nel mirino del Fisco a sostegno della campagna contro l'evasione fiscale e cercare facile artificiale consenso, perseguendo ipotetici evasori noti, per una ragion di Stato incompresibile. Per questo infatti, dopo la vicenda di Luca Laurenti vincente sul Fisco, domani martedì 15 maggio sarò a Napoli dinanzi alla Commissione Tributaria Provinciale a sostenere, per senso civico, le giuste ragioni di Maradona, insieme al collegio difensivo degli avvocati Angelo Pisani e Angelo Scala". "Il caso Maradona è rappresentativo purtroppo di molte situazioni italiane. Per lo Stato - spiega Ceci - siamo 'a prescindere' tutti sospetti evasori. Sarebbe da valutare di ricorrere tutti in forza alla Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo. Grilli, viceministro dell'economia, afferma che l'Agenzia delle Entrate ed Equitalia sono lo Stato. Ma, mi chiedo, le imprese e i cittadini tartassati e abusati cosa sono? Forse solo inermi limoni da spremere e, se possibile, da schiacciare?". Per il fiscalista milanese "le leggi fiscali di accertamento e riscossione sono squilibrate, e, come se non bastasse, non mancano errori e violazioni nella fase esecutiva. Il risultato di questo cieco 'attacco' dello Stato contro i cittadini lo vediamo ormai ogni giorno: lutti, per suicidi o per crepacuore, tra piccoli imprenditori, professionisti, commercianti e artigiani".

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Caso Orlandi, a primo esame cadavere corrisponde a De Pedis



Da un primo esame tecnico il cadavere ispezionato stamattina nella basilica di San'Apollinare a Roma corrisponde a quello di Enrico De Pedis. Secondo quanto si apprende, saranno però necessarie ulteriori analisi tecniche.

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Grecia, stallo politico, crescono timori per uscita da euro

I leader politici greci restano ancorati alle loro posizioni in vista di un altro round di colloqui previsto per questa sera, rendendo più complicata l'ipotesi di un compromesso last-minute che consentirebbe di evitare nuove elezioni e allontanare il rischio default.Grecia,governo,euro,

I mercati hanno risentito dello stallo politico greco, con gli investitori agitati all'idea che questa situazione possa comportare l'uscita della Grecia dall'euro.

Il panorama politico greco è in subbuglio da una settimana, da quando le elezioni hanno lasciato il parlamento diviso tra sostenitori e oppositori del piano di salvataggio da 130 miliardi di euro dell'Ue e Fmi, con nessuna delle due parti in grado di formare un governo.

Con il paese che rischia di non avere più soldi alla fine di giugno e ancora privo di un governo che possa negoziare la prossima tranche di aiuti economici, gli investitori stanno scommettendo sul fatto che la Grecia esca dall'euro e vada in bancarotta in tempi non così lunghi.

"C'è un rischio concreto per i mercati che ad un certo punto la Grecia debba lasciare l'euro se non troverà una coesione politica", ha detto lo strategist di Ing Alessandro Giansanti.

Dopo i primi infruttuosi inviti al compromesso ai capi dei partiti, il presidente Karolos Papoulias ha convocato i quattro leader delle principali formazioni per un nuovo round di colloqui alle 18,30 italiane.

Ma il giovane leader del partito della sinistra radicale, il Syriza, ha detto che non parteciperà, mentre un altro leader di sinistra ha già detto che non farà parte di una coalizione che non preveda la presenza anche di Syriza.

Il sostegno di almeno uno dei due partiti di sinistra è cruciale per i conservatori e il Partito socialista per formare una nuova coalizione favorevole al piano di aiuti.

I leader Ue ritengono che abbandonare il piano significhi tagliare i fondi, consentire alla Grecia di fare bancarotta e dunque di uscire dalla moneta unica.

Anche i funzionari Ue che una volta rifiutavano di discutere la possibilità della Grecia di lasciare l'euro, ora ne parlano come una possibilità reale anche se dolorosa.

Il cancelliere tedesco Angela Merkel ha comunque detto che la cosa migliore per la Grecia è che rimanga nella zona euro, e i leader europei devono fare tutto il possibile per aiutare il Paese a tornare alla crescita economica. - Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano.

00:20 Scritto da: acristina30 in notizie | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: grecia, governo, euro | OKNOtizie | |  Facebook |  Stampa | |