Rimini, arrestato pedofilo. Aveva un dossier di 40 pagine su Yara Gambirasio

Un insospettabile impiegato 53enne di Rimini è stato fermato con l’accusa di pedofilia. Nel suo appartamento le forze dell’ordine hanno rinvenuto una gran quantità di materiale pedopornografico e hanno fatto fatica a credere ai propri occhi, pur essendo abituati a ritrovamenti del genere.

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In particolare, l’uomo conservava un vero e proprio dossier di quaranta pagine su Yara Gambirasio, la ragazzina di Brembate di Sopra uccisa nel 2011 e per il cui omicidio l’operaio Massimo Bossetti sta scontando la pena all’ergastolo.
Nell’orribile volume, il pedofilo conservava foto, ritagli e filastrocche oscene con riferimenti sessuali alla povera ragazzina. Il sospetto degli investigatori è che il materiale venisse condiviso con altri maniaci, e che vi sia una vera e propria rete molto estesa di pedofili dietro l’arresto dell’uomo ora detenuto nel carcere dei Cassetti di Rimini.

Jeremy Meeks, dopo il tradimento la moglie avvia le pratiche per il divorzio

Quando il marito era stato arrestato nel 2014 ed era diventato famoso grazie alla foto segnaletica, Melissa Meeks gli aveva giurato amore eterno e aveva detto che l’avrebbe aspettato incondizionatamente. La ragazza non poteva certo immaginare cosa sarebbe accaduto in seguito.

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Quella foto scattata dalla polizia ha fatto la fortuna del criminale californiano, che fu definito il ‘detenuto più sexy del mondo’ e, dopo aver scontato la sua pena, ha ottenuto un ricco contratto da modello. La fama, però, deve aver cambiato Jeremy, che qualche giorno fa era stato paparazzato in compagnia di Chloe Green, figlia del milardario Philip, un imprenditore impegnato nel lusso di alta gamma. I due, infatti, stavano passando una vacanza in Turchia su un super yacht di proprietà della giovane Chloe.
La notizia ha fatto il giro del mondo e non poteva non arrivare a Melissa, che è sposata con Meeks dal 2009: la donna, non disposta a perdonare il tradimento, ha deciso di avviare le pratiche legali per il divorzio. A questo punto, però, l’ennesima, amara sorpresa: Jeremy l’aveva anticipata, ricorrendo per primo all’iter burocratico previsto dalla separazione. Metro riporta anche le dichiarazioni della moglie che ha raccontato come ha scoperto il tradimento: «Non ho mai sentito parlare di questa Chloe Green e pensavo che Jeremy fosse in Europa per lavoro. Un amico poi mi ha passato un link con le foto di loro due sullo yacht e per me è stato un vero choc».

Furto con scasso nella villa di 50 Cent: “Non sapevo neanche fosse mia”

Sono lontani i giorni della vita nel ghetto per 50 Cent. Il rapper e produttore musicale statunitense, oggi 47enne, può vantare un ricco patrimonio, anche immobiliare, senza neanche ricordarselo. Lo riporta Metro.co.uk.

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Un uomo, infatti, è stato arrestato dalla polizia ieri dopo essersi introdotto in una gigantesca villa, con tanto di enorme parco privato, che si trova nel Connecticut ed è di proprietà di 50 Cent. Il rapper l’ha saputo da Tmz e su Instagram ha scherzato così: «Cosa? Hanno rubato in casa mia? Pensavo di aver venduto quella mansione». Problemi che tutti vorremmo avere.
Tuttavia, anche i ricchi piangono. Già, perché in seguito ad alcune condanne per aggressione e per un sex-tape, 50 Cent, al secolo Curtis Jackson, è stato costretto a sborsare risarcimenti milionari. Per questo motivo aveva deciso di vendere la villa nel Connecticut, che prima era vuota e in affitto alla ‘modica’ somma di 72 mila dollari al mese. La vendita, tuttavia, non era andata a buon fine: il rapper però l’ha scoperto solo ieri.

Studentessa 24enne smembrata e data alle fiamme: il killer era uscito dal carcere da quattro giorni

L’ultima volta che Jacqueline Vandagriff, 24 anni, di Frisco, in Texas, è stata vista, stava uscendo dal bar con il 30enne Charles Dean Bryant, l’uomo che alcune ore dopo la polizia avrebbe identificato come il suo assassino. Non è ancora chiaro come le loro strade si fossero incrociate: per la polizia i due si sarebbero conosciuti on line e dati appuntamento in quel bar. Poi Jacqueline, studentessa in scienze della Nutrizione alla Texas Woman’s University, è uscita dalla porta del locale e non ha mai più fatto ritorno a casa: il suo corpo è stato ritrovato smembrato e dato alle fiamme all’Acorn Woods Park.

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L’allarme è scattato intorno alle 6.30 del 14 settembre quando i vigili del fuoco sono stati chiamati per spegnere l’incendio nel parco: quando i pompieri sono arrivati sul posto si sono ritrovati davanti una scena raccapricciante. A bruciare erano i resti di una donna, prima smembrata e poi data alla fiamme: sono stati necessari alcuni giorni ai medici legali per capire che il corpo senza vita era quello di Jacqueline. Da quel momento è scattata la caccia all’assassino che è stato arrestato domenica nei pressi della sua casa di Haslet. «Siamo entrati in possesso di un video in cui si vedeva la ragazza uscire dal bar con Bryant – ha detto il sergente Robery Eberling alla Cbs – Abbiamo interrogato i dipendenti del bar e ci hanno fornito il nome del sospetto. Poche ore dopo l’uomo era in manette». Bryant, un istruttore di fitness, è stato accusato di omicidio e rimarrà in carcere in attesa del processo con una cauzione fissata a un milione di dollari. Già in passato aveva avuto problemi con la giustizia per possesso di droga e violazione di proprietà privata. Il 9 settembre era uscito di prigione dopo essere stato denunciato da una donna per stalking: solo quattro giorni dopo si sarebbe macchiato le mani del sangue di Jacqueline.

“Amici” choc: l’ex ballerino, Marcus Bellamy strangola e uccide il fidanzato poi scrive su FB

“Perdonami, l’ho fatto perchè ti amo. Lui mi ha detto che odio e amore sono la stessa cosa. Perdonami. Non so quel che faccio. L’ho fatto per amore. Per dio. In alto” .
Con questo post delirante Marcus Belamy,32 anni, ex ballerino di “Amici di Maria De Filippi” , ha confessato lo scorso venerdì di aver ucciso il suo fidanzato.

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La notizia choc è arrivata in Italia con qualche giorno di ritardo ma ha colpito davvero tutti. In tanti hanno commentato increduli l’azione del ballerino che dopo un violento litigio ha strangolato il compagno Bernardo Almonte in un appartamento del Bronx, molti i commenti in italiano .
Dopo aver pubblicato il post, Bellamy ha confessato l’omicidio al vicino di casa e poi si è messo a pregare sul marciapiede.
Totalmente fuori controllo è stato arrestato e portato in ospedale poiché accusava forti doliri al petto, e dalla diagnosi sembrerebbe avere forti squilibri mentali.
Dopo l’esperienza nel 2009 con il talent mediaset, Bellamy, prima di tornare in America è stato anche uno dei ballerini di Alessandra Amoroso.

Baby squillo a 12 anni con lo zio e un amico, costretta dai genitori in cambio di buste di cibo

Facevano prostituire la figlia 12enne con un amico di famiglia e da uno zio entrambi cinquantenni in cambio di buste piene di prodotti alimentari o ricariche telefoniche. È maturata in un contesto economico e sociale degradato di Catania la storia scoperta dai carabinieri della compagnia Fontanarossa che hanno arrestato i due uomini che abusavano della minorenne e i genitori della bambina, che sono stati posti ai domiciliari.

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Gli ‘incontri’ avvenivano spesso nella cameretta della piccola, che non poteva ribellarsi alle turpi attenzioni dei due uomini anche perché secondo gli accertamenti dei carabinieri «i genitori agevolavano gli incontri». Le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Marisa Scavo e dal sostituto Francesco Camerano, sono state avviate dopo la denuncia a una stazione dell’Arma di una parente della piccola che ha trovato Sms a sfondo erotici nel cellulare della piccola scoprendo che il destinatario era un adulto. La bambina è stata tolta ai genitori e affidati a dei parenti. L’ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal Gip Flavia Panzano e ipotizza i reati di concorso in prostituzione minorile e atti sessuali aggravati dall’avere agito contro una ragazza che ha meno di 14 anni. L’amico e lo zio della piccola sono stati condotti in carcere da carabinieri della compagnia Fontanarossa di Catania; la madre e il padre posti agli arresti domiciliari. Domani si terranno gli interrogatori di garanzia davanti al Giudice per le indagini preliminari. La vicenda è maturata in contesto di fortissimo degrado sociale ed economico, in uno dei rioni popolari alla periferia del capoluogo etneo. I genitori della piccola da tempo senza lavoro erano aiutati da un amico di famiglia, un impiegato di 50 anni, che portava loro delle buste contenenti prodotti alimentari. Era il ‘prezzò, sostiene l’accusa, pagato per avere rapporti sessuali da oltre un anno con la bambina. Lo zio della vittima, un venditore ambulante 50enne, avrebbe ricompensato le attenzioni della nipote con delle ricariche telefoniche.  A fare cadere il velo sulla vicenda è stata una familiare delle 12enne che per caso ha notato sul cellulare della piccola Sms e foto dal contenuto erotico che gli arrivavano dai due cinquantenni. La donna ha denunciato quello che aveva scoperto a militari di una stazione dei carabinieri di Catania che, assieme alla compagnia Fontanarossa, hanno avviato le indagini. Sul caso ha aperto un’inchiesta il procuratore aggiunto Marisa Scavo, che coordina il pool di contrasto dei reati contro le cosiddette fasce deboli, e il sostituto Francesco Camerano.  Dagli accertamenti dei militari dell’Arma è emerso che l’amico di famiglia e lo zio «approfittando dello stato di indigenza del nucleo familiare della vittima, intrattenevano ripetuti rapporti sessuali con la minorenne, con il benestare dei genitori». Ma non solo, secondo l’accusa, «i genitori della ragazzina, evidentemente a conoscenza della situazione, agevolavano gli incontri». Per il Gip «non potevano non sapere». La Procura va oltre ritenendo che «emerge la piena responsabilità dei genitori che spesso favorivano gli incontri che avvenivano prevalentemente nella stanzetta della minorenne». La bambina, in collaborazione con il Tribunale per i minorenni e i servizi sociali, è stata tolta ai genitori e affidata a una parente.

“Cercasi cameriere ‘affettuose’ col titolare”: albergatore arrestato, abusi su 12 ragazze

Un contratto di lavoro negli alberghi ma le ragazze, di età compresa tra i 19 e i 25 anni, una volta assunte dovevano dimostrarsi «affettuose» con il loro datore. Per questo un albergatore di Siena, Alessandro Pescini, 53 anni, è stato arrestato per violenza sessuale continuata ai danni di 12 sue ex dipendenti.

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Il gip di Siena, secondo quanto anticipato oggi da La Nazione, ha condiviso l’ipotesi accusatoria della procura della Repubblica firmando il provvedimento restrittivo agli arresti domiciliari per l’albergatore originario di Pisa che, in passato, ha ricoperto anche incarichi nel settore turistico-alberghiero in provincia di Siena. A far scattare le indagini la denuncia in Procura di una delle ragazze a cui l’uomo avrebbe alzato la camicetta per toccarle il seno.  Nel fascicolo ci sono oggi 12 testimonianze diverse di toccamenti nelle parti intime ma anche di rapporti completi avvenuti perché, secondo l’accusa, l’uomo aveva approfittato della debolezza psicologica delle ragazze perlopiù di origine di russa. Le molestie sarebbero avvenute in un albergo del centro di Siena e in una struttura ricettiva poco fuori le mura.

Casa a luci rosse nel centro storico, due gemelle ricevevano tramite inserzioni su web

Nel pomeriggio di ieri i vigili urbani dell’unità operativa Tutela Emergenze Sociali hanno arrestato un uomo e sequestrato un immobile adibito a casa d’appuntamenti dove due ragazze ucraine ricevevano ogni giorno decine di clienti. Gli agenti, a seguito di numerose segnalazioni che riferivano di un continuo andirivieni di persone da un appartamento in zona Arenaccia, hanno attivato un servizio di appostamento che ha fatto rilevare che un uomo conduceva nell’immobile, nelle prime ore del mattino, due gemelle che ricevevano i
clienti adescati mediante inserzioni su siti internet specializzati in incontri.

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Gli uomini della polizia municipale sono entrati nell’appartamento dove sono stati ricevuti dalle due ragazze in abbigliamento succinto che li hanno scambiati per clienti e fatti entrare chiedendo il pagamento anticipato delle prestazioni. Gli agenti hanno proceduto all’ispezione della casa dove c’era l’uomo che accompagnava le ragazze e attendeva la fine della “giornata lavorativa” delle ragazze per impossessarsi dei loro guadagni. Nell’appartamento sono stati rinvenuti completi intimi, scatole di preservativi, sex toys , tre telefoni cellulari con cui le ragazze organizzavano gli appuntamenti con i clienti, tablet e PC con decine di filmati hard ed inoltre è stato accertato che nell’immobile vi era un
allaccio abusivo alla rete elettrica con conseguente furto di energia. Lo sfruttatore, M.C. cinquantenne, residente nella provincia vesuviana, è stato messo agli arresti domiciliari per induzione e sfruttamento della prostituzione nonché per furto di energia elettrica. Le due ragazze gemelle sono state identificate ed è emerso che una delle due è attualmente collocata, insieme alla figlia minore, in una struttura di accoglienza cittadina per donne in difficoltà mentre l’altra è risultata priva di permesso di soggiorno, pertanto sono in corso ulteriori accertamenti a loro carico.
L’immobile è stato posto in sequestro penale e sono scattati gli approfondimenti investigativi per individuare ulteriori responsabilità a carico di eventuali altri soggetti coinvolti nello sfruttamento delle ragazze.

Molesta l’infermiera in ospedale, 57enne in manette: “Mi piaceva troppo”

Un 57enne di Austis, Bruno Cocco, è stato arrestato per violenza sessuale dopo aver molestato ripetutamente un’infermiera, da cui si era fatto visitare con un finto pretesto, prima di indirizzare le attenzioni sulla donna. L’episodio è avvenuto trenta minuti dopo mezzanotte all’interno dell’ospedale San Camillo di Sorgono.

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Il 57enne era entrato in pronto soccorso per una visita medica, cosa che faceva spesso. Dopo un primo consulto i medici lo hanno invitato ad andarsene, ma lui ha rifiutato. Da qui è partita una lunga e accesa discussione culminata con l’intervento dei carabinieri. Approfittando del momento di confusione, l’uomo avrebbe toccato il seno all’infermiera di turno al pronto soccorso continuando poi a molestarla. I carabinieri della Stazione di Tonara sono arrivati sul posto procedendo all’arresto. Con i militari il 57enne, già trasferito nel carcere di Massama, si è giustificato dicendo: «Era una bella donna, mi piaceva troppo».

Untore con l’Aids, paura per altre 9 donne: “E’ stata una leggerezza, il carcere mi terrorizza”

Aumentano i casi contagio di nella vicenda che ha come protagonista Valentino T, il 31enne romano arrestato per aver avuto rapporti sessuali non protetti essendo consapevole di avere l’Aids.Alle sei che hanno contratto l’Hiv e lo hanno denunciato si aggiungerebbero altre nove donne e la situazione potrebbe aggravarsi perché ogni giorno arrivano numerose segnalazioni.

lose-weight-sex_mainLa trasmissione ‘Chi l’ha Visto?’ aveva lanciato un appello alle donne che sanno di essere andate a letto con Valentino. La situazione giuridica dell’arrestato peggiora anche perché nel giugno 2014, nove anni dopo aver scoperto di aver il virus dell’Hiv, si rifiutò di seguire “cure antiretrovirali destinate a depotenziare la carica infettiva del virus e, dunque, ad assicurare una maggiore protezione delle partner”. L’uomo che infettava le donne ripete: “Ho commesso una leggerezza. Credevo non sarebbe successo”. Una delle ragazze, quando ha saputo, è andata da lui a casa dello zio per gridargli tutta la sua rabbia. Il carcere, dice “mi terrorizza”. “Sono l’unico Valentino arrestato, sanno la storia della sieropositività”. Mercoledì il compagno di cella gli ha detto: “Se mi infetti, ti spezzo”.