Kim Kardashian, rubati anche due cellulari: foto hot presto online

I ladri volevano il prezioso anello di fidanzamento di Kim Kardashian, ma hanno arraffato anche gioielli per un valore di diversi milioni di euro, una cifra che non si recupera nemmeno nella gioielleria più alla moda di Parigi. Eppure il sequestro e furto ai danni della regina del reality l’altra sera frutterà anche altro. Alla socialite sono stati sottratti anche i cellulari: c’è da scommettere che presto online ci saranno foto compromettenti.

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Se Kim ha abituato i follower a scatti piccanti in topless e senza veli, se in un solo weekend ha collezionato 6mila selfie, c’è da supporre che nel suo cellulare di foto ce ne siamo parecchie e molte probabilmente bollenti. Finiranno presto in Rete?
La Kardashian dopo la disavventura parigina è rientrata in tutta fretta negli Stati Uniti. E’ stata vista salire sull’aereo con il marito Kanye West, ma senza il prezioso anello di nozze al dito. Proprio l’anello sarebbe stato nel mirino dei malviventi che pare abbiano esplicitamente chiesto che gli venisse consegnato da Kim. Poche ore prima in un selfie su Snapchat la socialitè cinguettava e mostrava il prezioso sulla mano.
Secondo gli ultimi dettagli che emergono dalle indagini, pare che la Kardashian sia stata trascinata in bagno, fatta inginocchiare, legata e imbavagliata. Kim ha temuto di poter essere violentata. I ladri le hanno sottratto l’anello di nozze da 4 milioni di euro e diversi gioielli, oltre a due telefoni cellulari. La rapina parigina ammonterebbe a 9 milioni di euro, una cifra record degna della star.
Si vocifera che forse c’era un basista e che alcune lacune emergono nel servizio di security previsto per ospiti vip con gioielli del valore così ingente. Gli oggetti preziosi ad esempio non dovevano trovarsi nella stessa stanza della Kardashian proprio per evitare azioni violente.

Casa a luci rosse nel centro storico, due gemelle ricevevano tramite inserzioni su web

Nel pomeriggio di ieri i vigili urbani dell’unità operativa Tutela Emergenze Sociali hanno arrestato un uomo e sequestrato un immobile adibito a casa d’appuntamenti dove due ragazze ucraine ricevevano ogni giorno decine di clienti. Gli agenti, a seguito di numerose segnalazioni che riferivano di un continuo andirivieni di persone da un appartamento in zona Arenaccia, hanno attivato un servizio di appostamento che ha fatto rilevare che un uomo conduceva nell’immobile, nelle prime ore del mattino, due gemelle che ricevevano i
clienti adescati mediante inserzioni su siti internet specializzati in incontri.

Symbolbild Prostitution

Gli uomini della polizia municipale sono entrati nell’appartamento dove sono stati ricevuti dalle due ragazze in abbigliamento succinto che li hanno scambiati per clienti e fatti entrare chiedendo il pagamento anticipato delle prestazioni. Gli agenti hanno proceduto all’ispezione della casa dove c’era l’uomo che accompagnava le ragazze e attendeva la fine della “giornata lavorativa” delle ragazze per impossessarsi dei loro guadagni. Nell’appartamento sono stati rinvenuti completi intimi, scatole di preservativi, sex toys , tre telefoni cellulari con cui le ragazze organizzavano gli appuntamenti con i clienti, tablet e PC con decine di filmati hard ed inoltre è stato accertato che nell’immobile vi era un
allaccio abusivo alla rete elettrica con conseguente furto di energia. Lo sfruttatore, M.C. cinquantenne, residente nella provincia vesuviana, è stato messo agli arresti domiciliari per induzione e sfruttamento della prostituzione nonché per furto di energia elettrica. Le due ragazze gemelle sono state identificate ed è emerso che una delle due è attualmente collocata, insieme alla figlia minore, in una struttura di accoglienza cittadina per donne in difficoltà mentre l’altra è risultata priva di permesso di soggiorno, pertanto sono in corso ulteriori accertamenti a loro carico.
L’immobile è stato posto in sequestro penale e sono scattati gli approfondimenti investigativi per individuare ulteriori responsabilità a carico di eventuali altri soggetti coinvolti nello sfruttamento delle ragazze.