Miriana Trevisan accusa di molestie sessuali Tornatore: “Mi spinse al muro e mi mise le mani sul seno”. Il regista: “Mai sfiorata”

Miriana Trevisan si confessa a Vanity Fair e in un’intervista esclusiva ammette di aver subito molestie sessuali da parte del regista Giuseppe Tornatore.
Per la prima volta la showgirl ha raccontato di quello che le avrebbe fatto il regista: «Vent’anni fa, andai negli uffici di Giuseppe Tornatore.

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Era un appuntamento che mi aveva organizzato il mio agente. Non era un provino, ma un primo incontro in vista di un film in lavorazione, La leggenda del pianista sull’Oceano. C’era una segretaria che mi accolse ma poi se ne andò. Rimanemmo soli. Dopo qualche tranquilla chiacchiera sul film, quando ci stavamo salutando, il regista mi chiese di uscire con lui quella sera per andare a mangiare una pizza. Io risposi che avevo già un impegno, lo ringraziai e mi alzai per andarmene».
La Trevisan però prosegue: «Lui mi segui fino alla porta, mi appoggiò al muro e cominciò a baciarmi collo e orecchie, le mani sul seno, in modo abbastanza aggressivo. Riuscii a sfilarmi e scappai via». Un episodio molto grave, che dopo anni l’ex ragazza di “Non è la Rai” ha deciso di raccontare. La sua testimonianza si aggiunge a una serie di polemiche nate nel mondo del cinema dopo il caso Weinstein ad Hollywood.
Tornatore si difende. “Sono lusingato che una giovane donna si ricordi di me dopo tanti anni”, è la replica di Tornatore che aggiunge: “Io rammento solo un incontro cordiale, pertanto respingo le insinuazioni mosse nei miei confronti riservandomi di agire nelle competenti sedi a tutela della mia onorabilità”.

Nancy Brilli a Leggo: “Io, attrice per amore. Con Verdone il top, inseguo ancora il film della vita”

«Faccio questo lavoro per mancanza d’amore, è una falla che richiede quantità e l’affetto dei fan sui social mi fa sentire amata». Parla diritta al cuore Nancy Brilli, l’attrice romana da dopodomani nelle sale con Tiro libero, una storia di crescita e redenzione sul tema dello sport e della disabilità, firmata da Alessandro Valori.

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L’attrice ieri ospite nella redazione di Leggo in veste di direttore per un giorno sullo schermo è la mamma di Dario (Simone Riccioni), un ragazzo snob e arrogante, che dopo una dramma personale inizia ad allenare una squadra di basket formata da ragazzi disabili. Un episodio che lo porterà a crescere. Nel film, anche il cestista italiano Luca Vitali, l’ex campione Carlton Myers e l’allenatore Carlo Recalcati. «Mi sento madrina di questa pellicola spiega Brilli – Ho accettato di interpretare un cameo perché mi ha contagiato l’entusiasmo di Valori e Riccioni».
L’attrice, consacrata sul grande schermo da Compagni di scuola di Carlo Verdone, rivela: «In tv ho fatto tanto, ma al cinema il film della vita ancora deve arrivare. Ho 53 anni, un’età particolare, troppo giovane per interpretare un’anziana e troppo grande per fare la giovane. Ma vado fiera dei miei anni, mi sento bene in questa pelle». E quando le viene chiesto qual è il segreto della felicità risponde così: «Non so la felicità, ma il benessere si ottiene se riesci a stare qui e ora. Se sei presente a te stesso. Per questa ragione, tra le mie canzoni preferite c’è La vita è adesso di Claudio Baglioni».
Brilli, che nel 1987 ha raggiunto il successo al Sistina con Se il tempo fosse un gambero accanto a Enrico Montesano, oggi ha preso una pausa di riflessione dal teatro: «Sto pensando a fare qualcosa di diverso oltre all’attrice. Mi piacerebbe entrare nella produzione e accompagnare giovani talenti nel percorso attoriale».
Con i giornali ha dimestichezza – «Mi sono diplomata in grafica pubblicitaria e conosco l’impaginazione», ci racconta – mentre il ruolo di testimonial della Lazio fu solo un’occasione: «Non seguo il calcio, mi venne offerta l’opportunità e arrivò anche lo scudetto». Infine, Brilli ci rivela i suoi compagni di lavoro del cuore: «Sicuramente Massimo Ghini, me lo sono sposato! Poi anche Gigi Proietti e la scrittrice Margaret Mazzantini, con cui ho portato a teatro Manola».

L’inquietante posizione di Ambra Angiolini

Tralasciamo il gossip rosa, per una volta, torniamo alla professione. Impossibile non notare una posizione innaturale di Ambra Angiolini, qualche giorno fa sul palco Nastri d’Argento 2017.

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Cos’è successo alla schiena di Ambra, o meglio al suo lato B?
7 minuti, il film diretto da Michele Placido, è stato premiato “per l’attenzione al cinema civile, in particolare sul tema del lavoro”. Sul palco a ritirare il meritato riconoscimento tutto il cast femminile, insieme al regista.
Ed è durante la premiazione che i fotografi hanno immortalato la strana postura di Ambra Angiolini, di profilo sul palco, tra Cristiana Capotondi e Ottavia Piccolo.
#ilmiolatosinistro, l’hastag tanto caro all’attrice, che lo ripete come un mantra nei suoi post su Instagram, in questo caso sembra più appropriato che mai. Schiena arcuata e glutei prominenti: che siano stati i tacchi Jimmy Choo (neanche troppo alti) o un underwear effetto push-up indossato sotto l’abito cipria N.21, Ambra sembrava scomodamente protesa in avanti. Speriamo solo non si tratti di chirurgia estetica.

Francesca Cipriani dalla tv al cinema: “John Waters la vuole per un cortometraggio”

MILANO – Dopo la tv e i reality, per Francesca Cipriani potrebbero aprirsi le porte del cinema.
L’ex maggiorata della casa di Cinecittà infatti sarebbe stata “prescelta” da John Waters per un cortometraggio: “Francesca Cipriani, che voleva a tutti i costi far parte dell’Isola dei Famosi– svela “Novella2000” – ora potrebbe “naufragare” non nel reality di Mediaset, bensì nel mondo dell’arte.

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Il grande regista John Waters, che ha diretto dei film di culto come Pink Flamingos e Grasso è bello, l’uomo che ha fatto del trash il suo marchio di fabbrica, vorrebbe la Cipriani per un cortometraggio sulle maggiorate. Le opere di Waters sono esposte alla Biennale d’Arte di Venezia, e questo corto con la Cipriani (se tutto andrà bene) sarà presentato alla Biennale di Lione”.

Twin Peaks, la vera storia del delitto mai risolto che ha ispirato la serie tv

Un delitto mai risolto e troppo facilmente dimenticato, fino a quando Mark Frost, negli anni ’80, non decise di collaborare a un nuovo progetto insieme a David Lynch. A volte basta il successo di una serie tv per far ricordare a un intero popolo un crimine senza ragioni né colpevoli e gettato troppo in fretta nell’oblio, forse anche per imbarazzo.

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Forse non tutti sanno che la saga di Twin Peaks, recentemente tornata dopo 25 anni con una nuova stagione, è ispirata ad un omicidio realmente accaduto più di un secolo fa. A spiegare la vicenda, con un’attenta ricostruzione, è il Washington Post. Era il 7 luglio 1908 quando la ventenne Hazel Irene Drew, bionda e con occhi azzurri, stava passeggiando e raccogliendo more lungo la Taborton Road, nei pressi di Sand Lake, nello stato di New York. Gli ultimi a vederla viva furono Frank Smith, un giovane contadino con cui si frequentava e Rudolph Gundrum, un venditore ambulante di carbone col vizio del bere. La zona, oggi come allora, era immersa nella natura incontaminata, tra vere e proprie foreste e torrenti molto ambiti da cacciatori, pescatori e campeggiatori.
Il corpo di Hazel Irene Drew fu rinvenuto sulle rive di uno stagno, quattro giorni dopo. Il corpo era così gonfio e rovinato dall’acqua che la ragazza fu riconosciuta solo grazie ai vestiti. A ucciderla era stato un colpo alla testa, effettuato con un oggetto contundente sconosciuto. L’omicidio era evidente ma di non facile soluzione, considerando la tecnologia disponibile all’epoca per la scienza forense. Le indagini si concentrarono sulle possibili relazioni passionali avute da Hazel, anche se i familiari e gli amici, almeno inizialmente, negarono queste ipotesi. La loro tesi fu smentita dal ritrovamento di lettere che Hazel scambiava con uomini anche molto più grandi di lei, in cui confessava desideri e proponeva incontri clandestini. Poco dopo fu scoperto anche che la mattina dell’omicidio Hazel si era licenziata dal lavoro senza dare una precisa ragione al suo capo. In quei giorni frenetici, ogni giorno comparivano nuovi sospettati. Frank Smith fu il principale di questi, perché si era invaghito della ragazza e perché in un interrogatorio si era contraddetto, ma non l’unico. William Taylor, lo zio di Smith, era un dentista sposato ma aveva corteggiato Hazel e finì nel mirino degli inquirenti così come un macchinista di treni e un milionario di Albany, Henry Kramroth, proprietario di una struttura alberghiera e un locale dove, si diceva, accadevano strani raduni con orge segrete. Ai fan di Twin Peaks tutto questo risulterà probabilmente molto familiare. Alcuni residenti avevano anche affermato di aver sentito delle urla provenire dalla struttura di proprietà di Kramroth la notte dell’omicidio. Ad ogni modo, non furono solo impedimenti tecnici ma anche un volontario lassismo a pregiudicare in maniera decisiva le indagini: all’epoca, l’omicidio di una donna, specialmente di classe sociale bassa come era Hazel, era considerato quasi irrilevante e specialmente nei piccoli centri regnava l’omertà. Questo portò in breve tempo a chiudere le indagini per mancanza di prove e a coprire una brutta storia per non gettare veleno all’interno di una comunità.
Torniamo a Mark Frost, co-autore di Twin Peaks. La sua nonna materna, Betty Calhoun, che viveva a Taborton, gli aveva raccontato durante le vacanze estive dell’infanzia diverse storie della tradizione locale. Tra queste, anche quella dell’omicidio misterioso di Hazel, condita da nuovi elementi come spiriti e fantasmi; una sorta di monito per i bambini della zona affinché non si avventurassero a giocare nel bosco di notte. Forse anche grazie alla fantasia di nonna Betty, Mark Frost divenne poi uno scrittore, sceneggiatore e autore televisivo di successo. Fu però grazie a Twin Peaks che Frost ottenne, insieme a David Lynch, una fama planetaria. Tutto nacque durante un incontro in una caffetteria di Los Angeles tra Frost e Lynch: i due si scambiarono racconti, compreso quello di Hazel. Gli elementi descritti, come il delitto mai risolto e gli intrecci tra i sospettati, provenienti da ogni estrazione sociale e culturale, piacquero molto a Lynch. Non è difficile, d’altronde, rivedere in Frank Smith il personaggio di Bobby Briggs o in Harry Kramroth quello di Benjamin Horne. Sand Lake, come Twin Peaks, si trova in una zona incontaminata e trae la propria ricchezza dalle risorse naturali, grazie alla presenza di industrie del legno. Le vaste foreste sono costituite da olmi, querce e aceri e si sviluppano in mezzo alle montagne in un luogo dove il clima generalmente è molto grigio. Crescere in quel paesino, per Mark Frost, fu fonte di grande ispirazione. Tra le tante storie che la nonna gli raccontava non mancavano storie esoteriche e soprannaturali. Un medico, ad esempio, curava animali malati ma pretendeva di farlo da solo, e si vociferava che lo facesse con la magia nera. Un’altra leggenda parla di donne che corrono seminude sulla montagna che domina Taborton. Una storia decisamente vera, invece, è quella che accadde poco dopo l’omicidio di Hazel: due uomini del posto, ubriachi, scambiarono un vitello disperato dopo essere rimasto intrappolato nel fango per il fantasma della ragazza. L’assassino di Laura Palmer fu rivelato a metà della seconda stagione di Twin Peaks; quello di Hazel Drew, invece, non è mai stato risolto. La scienza forense era ancora agli albori e la società non vedeva di buon occhio le vittime femminili. Non aiutò molto neanche il comportamento della zia di Hazel, Minnie Taylor, che fu l’ultima parente a vederla viva. La donna si rifiutava di collaborare con la polizia e invitava i conoscenti della nipote a fare altrettanto. Solo l’ennesimo dei tantissimi elementi sospetti e misteri che circondano il delitto di Sand Lake.

“Cinquanta sfumature di nero”, Ana e Christian tra erotismo e gelosie

“50 sfumature di nero” è pronto a stuzzicare le fantasie di milioni di coppie in tutto il mondo, giusto in tempo per San Valentino. Il sequel con protagonisti Dakota Johnson e Jamie Dornan arriva infatti nelle sale italiane il 9 febbraio e Tgcom24 offre in esclusiva una scena della pellicola erotica. Dopo aver esplorato le rispettive perversioni, ora la coppia dovrà fare i conti con la gelosia e con i fantasmi che arrivano dal passato.

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Tra segreti, allontanamenti e folle desiderio, i due dovranno affrontare il lato oscuro della loro relazione. Nonostante l’amore, infatti, Anastasia non vuole più essere la sua sottomessa e scoprirà di non essere la prima donna di Grey a trovarsi in questa condizione. La coppia cercherà quindi di instaurare un nuovo tipo di relazione, basata sulla fiducia, ma a mettere a rischio il fragile equilibrio ci penseranno alcune figure misteriose provenienti dal passato di Christian.

Natalie Portman, nudo integrale nel nuovo film con la figlia di Depp

Nominata agli Oscar come miglior attrice protagonista per l’interpretazione di Jackie Onassis in “Jackie” e in attesa del suo secondogenito, Natalie Portman mostra un lato bollente di sé in una scena di nudo integrale nel nuovo film francese di Rebecca Zlotowski, “Planetarium”, in uscita il 20 aprile, in cui recita con Lily-Rose Depp, figlia di Johnny Depp.
Completamente nuda e sdraiata su una spiaggia la splendida attrice 35enne si fa bagnare la schiena, come mostrano i trailer su YouTube.

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Un versione inedita di Natalie, che sfoggia curve sensuali e perfette. Il film, presentato al Festival di Venezia, è ambientato nella Francia degli anni Trenta.
Natalie e Lily-Rose interpretano due sorelle spiritualiste alle prese con un produttore cinematografico francese che vuole realizzare un film sui fantasmi.
Intanto la splendida attrice è in attesa di dare il benvenuto al suo secondogenito avuto dal ballerino e coreografo Benjamin Millepied, con cui nel 2011 ha avuto il primo figlio, Aleph e con cui si è unita in matrimonio nel 2012.

Franco Trentalance, addio al cinema: “Ma mi diverto più di Rocco”

Addio alle scene dopo vent’anni di carriera e 445 film. Franco Trentalance abbandona il mondo del cinema per dare spazio a nuove realtà che da sempre lo coinvolgono come la scrittura, il teatro, l’enogastronomia e l’attività di coach. “La mia carriera è stata lunga e fortunata – dice lui -. Ho potuto trasformare una mia grande passione in un mestiere”. Tgcom24 vi presenta in anteprima il video con cui si congeda e ringrazia tutti.

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Decidere di chiudere con il mondo dell’hard per lui non è stato semplice ma ha pensato fosse il momento giusto. “Certo ci è voluto anche un po’ di coraggio. Mi ritengo un vero professionista, poiché ho sempre creduto in ciò che facevo e come i migliori sportivi voglio chiudere la mia carriera all’apice del successo e della forma fisica. E’ una scelta”.
Nei giorni scorsi intervenendo alla trasmissione radiofonica “La Zanzara”, Trentalance ha stilato la propria classifica delle partner preferite. “Nel podio delle attrici metto Angel Dark, slovacca, leggero strabismo di Venere e pure simpatica. Poi Nikki Blonde, ungherese. E ancora il fisico più incredibile che abbia mai visto, Mia Diamond, ungherese di origine orientale. Queste sono il top”. E le italiane? “Ci diventavo troppo amico e la carica erotica diminuiva”. E poi ha parlato della sua presunta rivalità con Rocco Siffredi. “Non ho mai sofferto la fama di Rocco, per niente – ha detto -. Poi è un po’ di anni che va e viene dal porno, dice che smette e poi ci ripensa. La differenza con me è che è sposato. Quando non fa i film, le scene, ha sua moglie dunque una sola partner. E le cose cambiano. Mentre a me cambia poco, perché sono single e posso fare quello che voglio nel privato”.

Cristina Parodi: “Tinto Brass mi chiamò per fare un film erotico”

Un retroscena piccante nella vita artistica di Cristina Parodi è stato svelato domenica sera, nel corso de L’Arena di Massimo Giletti, in onda su Rai1. La nota giornalista televisiva è stata intervistata insieme alla sorella Benedetta, e non sono mancati i colpi di scena che nessuno si aspettava.

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Come ad esempio una telefonata ricevuta da Cristina da parte del re del cinema hard, Tinto Brass che, qualche anno fa, la voleva all’interno del suo cast. “Ricevetti una telefonata da Tinto Brass. Ero convintissima che fossero i miei colleghi della redazione sportiva ad avermi fatto uno scherzo, per cui risposi al telefono con sufficienza. Solo dopo mi resi conto che era davvero lui al telefono. Mi proposero di fare un provino, ma rifiutai. E comunque mi voleva per un ruolo secondario, non per la parte della protagonista”, ha ammesso Cristina Parodi. Suo marito, Giorgio Gori, interpellato sull’argomento proprio da Giletti, non è sembrato per niente geloso: “Se l’avesse fatto, sarei andato a vederlo”, ha ammesso.

Ambra Angiolini e Lorenzo Quaglia, piccioncini innamorati a Roma

Belli come il sole che li riscalda in una giornata dai toni estivi. Lorenzo Quaglia e Ambra Angiolini, insieme sulla scalinata di Piazza di Spagna, sono due turisti per caso che si tengono per mano in una foto ricordo. Si conoscono da molto, stanno insieme dall’inizio dell’estate e il loro amore procede a gonfie vele.

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Hanno trascorso le loro vacanze insieme tra mari e monti, Ambra ha organizzato un evento a Brescia per una raccolta fondi a favore di Amatrice e tra un impegno professionale e l’altro riescono anche a ritagliarsi un po’ di tempo a Roma. Qui un amico della coppia scatta una foto in cui Lorenzo e l’attrice, seduti su una delle scalinate più belle della città, si appoggiano uno all’altra. “Tenersi per mano”, cinguetta lui su Instagram con tanto di cuoricino rosso, a commento dell’immagine.
Dopo aver messo fine alla relazione con il cantante Francesco Renga, dalla cui unione sono nati Jolanda, 12 anni, e Leonardo, 10 anni, l’Angiolini, al cinema con la pellicola “Al posto tuo”, è radiosa come non la si vedeva da tempo.