Blue Whale, Matteo Viviani: “Falsi i video del servizio delle Iene”

Blue Whale, dopo il servizio denuncia de Le Iene non si parla d’altro: il drammatico gioco virale, diffuso tra gli adolescenti, che li spingerebbe a fare prove estreme fino a suicidarsi. La Iena Matteo Viviani aveva raccontato dei pericoli di questo gioco documentadoli con video e interviste delle mamme russe, perché proprio la Russia avrebbe dato origine a questo fenomeno.Oggi però, Selvaggia Lucarelli, con un articolo su Il Fatto Quotidiano, mostra qualcosa di inaspetatto sul servizio mandato in onda su Italia Uno, perché secondo lei, come avave anche anticipato sulla sua pagina Facebook, il Blue Whale “puzzava di bruciato”.

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La Iena Viviani nell’intervista ammette che le conversazioni con le mamme russe che avevano appena perso i figli e i video dei suicidi sono false.
«Me li ha girati una tv russa su una chiavetta e ammetto la leggerezza nel non aver fatto tutte le verifiche, ma erano comunque esplicativi di quello di cui parlava il servizio». Il servizio è diventato però virale, e come spesso accade l’emulazione è la prima fonte del problema, ma Viviani si è detto sereno: «Ieri sono andato in una classe e ho chiesto quanti conoscessero il Blue Whale prima del mio servizio. La metà degli alunni ha alzato la mano. Noi adulti ignoriamo parte del web, specie quella popolata dai giovanissimi. La polizia ha salvato una ragazzina che era quasi al cinquantesimo (e ultimo) giorno del gioco, quindi aveva iniziato prima della puntata». Molti sono stati i ragazzi salvati da questo gioco dalla polizia, e la iena respinge le accuse di aver innescato un meccanismo di emulazione con il suo servizio: «Non posso praticare l’omertà su un argomento e se ho contribuito a salvare anche una sola persona, il mio è stato un lavoro prezioso».

Il mio filmino hot messo in rete”. La video-denuncia spopola sul web

Conosciutissima, corteggiata ed ammirata nelle serate in discoteca com’è naturale per una ragazza immagine qual e è. Idem per le sue foto nei social che ricevono decine e decine di mi piace. Ma quel video intimo, che sarebbe stato girato con il fidanzato (oggi ex) trevigiano, quello non avrebbe dovuto vederlo nessuno. Invece, stando a quanto raccontato dalla stessa protagonista, sarebbe passato di cellulare in cellulare via WhatsApp.

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Così racconta Elisabetta Sterni, trentenne bresciana che lavora da tempo nella discoteca Story di Santa Giustina in Colle (Padova). Elisabetta ha spiegato le sue ragioni in un video di nemmeno due minuti, diffuso attraverso il suo profilo facebook. Ha contattato dei legali e la prossima settimana la vicenda dovrebbe interessare anche la magistratura essendo intenzione della ragazza presentare una denuncia.
Il suo videomessaggio è una sorta di io non ci sto ricordando la triste vicenda della ragazza napoletana trentunenne, Tiziana Cantone, che si è tolta la vita in seguito al peso psicologico causato da alcuni suoi video intimi diffusi dai telefonini a numerosi siti. «Se ho fatto riflettere una sola persona, ne è valsa la pena – sono le parole di Elisabetta Sterni nel video – Chi ha diffuso il filmato sarà punito, ma voglio far riflettere tutti coloro che hanno condiviso anche per una sola volta quelle immagini. Vergognatevi».

Emily Ratajkowski, le sue immagini rubate sono super hot. E finiscono in Rete

Emily Ratajkowski vittima degli hacker: il suo archivio è stato forzato e ne sono state rubate immagini davvero hot. Al limite dell’hard. Foto e video. Che immancabilmente sono finite in Rete…

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Non è la prima volta che la modella super sexy Emily Ratajkowski finisce nel mirino dei ladri informatici: già nel 2004 il suo Cloud era stato forzato. D’altronde, è una delle modelle più desiderate, come dimostrano anche i suoi oltre 10 milion di follower sui social.
Questa volta, però, prima di finire in pasto alla Rete, le immagini (foto e video) hard di Emily Ratajkowsvi sono state proposte in vendita al Daily Star. E la giornalista destinataria dell’offerta ha fatto scattare la denuncia.
Emily Ratajokowski è solo l’ultima delle bellissime a finire nel tritacarne della Rete. Certo, un po’ più di prudenza forse sarebbe consigliabile. E forse l’avrà, dopo questa nuova brutta avventura.

Il porno di una 16enne gira su WhatsApp: insulti su Fb, interviene la Polizia Postale

Hanno diffuso il video di una adolescente 16enne, mentre amoreggia con un amico, su whatsapp e nel giro di due settimane il filmato è diventato virale e lei è stata bersagliata di insulti, volgarità e minacce. Vittima dell’episodio, su cui indaga la Polizia postale di Cagliari, una ragazzina residente nel cagliaritano. I genitori, come anticipato dal quotidiano L’Unione Sarda, hanno presentato una formale denuncia.

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Le indagini della Polpost sono iniziate in seguito ad una segnalazione ricevuta dall’Ifos l’Istituto di Formazione settore psico socio-sanitario. Luca Pisano, direttore dell’istituto e componente dell’Osservatorio sul Cybercrime ha pubblicato su Fb un appello: «Urgente (diffusione virale video pedopornografico). Avviso per i genitori di Cagliari e hinterland. Da una segnalazione che mi è pervenuta risulta che un video (pedo) pornografico, in cui è visibile e riconoscibile una ragazzina (16 anni) di Cagliari, è persistentemente diffuso da numerosi ragazzi e ragazze tramite Whatsapp». Su Facebook sono poi iniziati «i consueti attacchi alla ragazzina – ha sottolineato Pisano – oggetto di insulti e vessazioni. Premesso che la Polizia Postale è stata già allertata e che la condivisione del video costituisce reato, è necessario che i genitori controllino il cellulare e il profilo Facebook dei propri figli al fine di collaborare. È, infatti, necessario fermare la diffusione virale del video». Gli agenti della Polpost hanno avviato immediatamente le indagini e a breve presenteranno una relazione sia alla Procura per i minorenni che a quella ordinaria. Gli specialisti stanno infatti lavorando per identificare il ragazzo che amoreggiava con la ragazzina, chi ha realizzato filmato e chi lo ha poi diffuso e condiviso.

“I GENITORI DEVONO CONTROLLARE” «Abbiamo una rete di genitori digitali e una di studenti come sentinelle digitali, è grazie a questi gruppi che ci è arrivata la segnalazione del video». Così Luca Pisano, direttore dell’Ifos (Istituto di Formazione settore psico socio-sanitario), ha riferito all’ANSA sull’episodio della ragazzina di 16 anni della quella è stato diffuso, ad insaputa della minore, il video mentre amoreggiava col suo ragazzo. «Non si riesce a controllare tutto quello che avviene on-line – spiega Pisano – per questo motivo abbiamo avviato questi gruppi. Ricevuta la segnalazione abbiamo subito interessato la Polizia postale con la quale collaboriamo e poi abbiamo lanciato l’appello». Secondo lo specialista i genitori devono controllare i telefonini dei figli: «Non si può delegare agli specialisti, alla polizia, alla magistratura la responsabilità del controllo. È necessario che i genitori si riapproprino dell’autorità genitoriale, acquisiscano competenze e inizino a vigilare i profili online dei propri figli. Non è possibile che un ragazzino o una ragazzina abbia su un telefonino oltre duemila contatti e partecipi a 12 gruppi su whatsapp. Il rischio che vengano condivisi filmati o foto di questo genere è altissimo». Il direttore dell’Ifos ricorda, inoltre, che «se i genitori non svolgono la loro funzione ne rispondono civilmente per i danni provocati dal figlio».

Mamma 19enne fa sesso con il figlio neonato e si filma per vendere le immagini: arrestata

Abusa sessualmente del figlio neonato per creare un video pedopornografico da rivendere online. Jazmine Nichole Pacyga, mamma 19enne di Muskegon Township, nello stato del Michigan, è stata arrestata dopo la terribile denuncia.

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La giovane donna ha creato un piccolo studio di registrazione in casa e si è filmata mentre praticava sesso orale al figlio di soli 3 mesi. Scoperte le terribili immagini è stata arrestata dalla polizia e le è stata tolta la patria podestà. Jazmine ora dovrà rispondere sia del reato di violenza sessuale su minore, che può costarle l’ergastolo, sia di creazione e possesso di materiale pedopornografico che potrebbe costarle altri trenta anni di carcere. Il processo è previsto per il prossimo 23 febbraio. Intanto il bambino, come riporta il Daily Mail, è affidato ai servizi sociali che sono sulle tracce del papà che risulta essere irreperibile da giorni.

Michelle Hunziker felice sui social: “Sono stata assolta, condannata la violenza”

Sorride sui social e finalmente si leva un peso Michelle Hunziker. «Sono estremamente felice perché questa sentenza assolve me e Max Laudadio e condanna la violenza». Michelle Hunziker commenta così la sentenza di primo grado emessa dal Tribunale di Rimini dove la conduttrice e l’inviato di Striscia la notizia erano sotto processo su denuncia del talent scout Rodolfo Mirri, il quale aveva chiesto anche un milione e mezzo di euro di danni.

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La vicenda, ricordano da Striscia, «è nata nel 2010, quando un’inchiesta di Striscia ha denunciato il comportamento dell’agente che prometteva ingaggi nel mondo dello spettacolo in cambio di prestazioni sessuali a delle giovani alle prime armi. Il talent scout reagì denunciando entrambi per diffamazione e l’inviato anche per violazione di domicilio, sostituzione di persona, interferenza illecita nella vita privata e discredito e ostacolo all’attività professionale. Oggi sono stati assolti da ogni imputazione, e con questa sentenza è stata ricostruita la verità dei fatti, rimandando al mittente false accuse costruite a tavolino». «Chi sogna di fare il mio mestiere ha tutto il diritto di provarci senza doversi mai piegare ad alcun ricatto, tantomeno a quello sessuale! – ha detto la Hunziker – Sono felice perché le battaglie di Doppia difesa avranno nuove energie dopo questa sentenza e perché le giovani donne avranno più coraggio a dire di no ai soprusi».

Prof fa sesso con l’alunno 17enne, poi la giustificazione choc

Fa sesso con uno studente di 17 anni e finisce nei guai. La professoressa 24enne Mary Beth Haglin è stata accusata di violenza su minore dopo aver abusato di un suo alunno.  In tribunale, però, la giovane insegnante si è giustificata dicendo che la scuola è in parte responsabile del crimine commesso.

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«Sapevano già da tempo, ma non l’hanno mai segnalato», sostiene la donna, come riporta Metro, «Io non sto scappando da tutto questo. Lo sto affrontando a testa alta». Ora la donna dovrà affrontare il processo ma non tace nei confronti della Washington High School di Cedar Rapids, Iowa, da cui è stata allontanata dopo che i fatti sono venuti alla luce.  «In passato sono stata con persone violente, forse l’ho fatto anche per questo. Ma l’ambiente della scuola non mi ha aiutato a frenare questa cosa». La scuola avrebbe potuta trasferirla, ma nessuno si è mai mosso in tal senso, denuncia. Inoltre, dopo essere stata allontanata da quella scuola, è stata riassegnata a un’alra nelle vicinanze. «Queste persone sapevano tutte cosa stava succedendo, ma hanno chiuso un occhio perché volevano proteggere la loro scuola e non volevano che la notizia arrivasse ai media».

Loredana Lecciso, furia contro i social: sporge denuncia, ecco cosa le è successo

Loredana Lecciso è furiosa e ha sporto denuncia, rivolgendosi alla Procura della Repubblica di Brindisi, contro i responsabili dei commenti diffamatori nei suoi confronti. E’ quanto si legge sul settimanale ‘Diva e Donna’, oggi in edicola. “Ora basta!”, ha detto contro chi la insulta sui social.

1321710300513.jpg--“Da anni – ha dichiarato Loredana – subisco attacchi pubblici attraverso vari social network (Facebook, Twitter), altamente lesivi della mia persona, nonostante ciò non ho mai voluto procedere per evitare il clamore di eventuali denunce da me sporte, ora basta”. La Lecciso precisa che la ragione per cui ha deciso di procedere con la denuncia è quella di tutelare i propri figli ormai adolescenti: “Essendo adesso, i miei due figli minori (avuti dal mio compagno Albano Carrisi) giunti in età adolescenziale, e potendo subire conseguenze psicologiche leggendo varie offese gratuite, non sono più disposta a tollerare tali comportamenti. Per questo mi sono recata presso la Procura della Repubblica di Brindisi per sporgere regolare denuncia contro gli autori di tale condotta”. Al Bano ha dimostrato di stare accanto a Loredana in questa sua decisione, come dimostra una foto che ha pubblicato qualche giorno fa su Instagram. Il cantante ha infatti scritto: “Ho sempre e solo chiesto RISPETTO, ma da parte di alcuni non è mai arrivato. Era doveroso procedere per difendere soprattutto i miei figli”.

Denuncia lo stupro e finisce in carcere, ecco la motivazione choc

Denuncia la violenza sessuale ma finisce in carcere per adulterio. È accaduto lo scorso marzo a Doha, in Qatar, dove la Laura, una turista olandese, ora rischia di essere incriminata per adulterio, appunto, considerata un’accusa molto grave nel paese. Lo riporta la Bbc. È stato arrestato anche l’uomo accusato di stupro che però continua a ripetere che il rapporto sessuale è stato consensuale.

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La giovane, che si chiama Laura e ha 22 anni, aveva passato la serata in un hotel della capitale dove si servono alcolici «ma dopo aver bevuto un sorso del suo drink si è subito sentita male e ha capito di essere stata drogata», ha raccontato il suo avvocato. Poi, black-out totale fino alla mattina seguente quando la donna si è svegliata in «un appartamento che non conosceva e si è resa conto con orrore che era stata violentata». Un portavoce del ministero degli Esteri svedese ha spiegato che la giovane non è stata ancora accusata di nulla e che è stata assistita dall’ambasciata sin dalle prime ore dopo il suo arresto.  Oltre all’accusa per adulterio, punibile con la flagellazione o la lapidazione, la donna rischia di essere incriminata per aver consumato alcol, illegale in Qatar anche se alcuni alberghi sono autorizzati a servirlo agli stranieri. Tre anni fa, negli Emirati Arabi Uniti una turista norvegese fu condannata a un anno e quattro mesi di carcere per aver bevuto alcol e aver fatto sesso extraconiugale nonostante avesse denunciato di essere stata violentata. Le fu poi concessa la grazia e tornò in Norvegia.

Belen Rodriguez querela Nina Moric, è di nuovo guerra tra le due

Tra Belen e Nina Moric non è mai corso buon sangue. La soubrette argentina ha querelato la Moric, che ne ha dato notizia sul suo profilo Facebook, riaccendendo lo scontro. Il motivo è riconducibile a un post in cui Nina aveva detto che Belen assomigliava a un “trans brutto”.

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La polemica era scoppiata a settembre a colpi di botta e risposta sui social. Le due hanno in comune una storia con Fabrizio Corona. “Maria Belen Rodriguez mi ha querelato perché le ho detto che assomiglia a una trans. Beh io la denuncia me l’aspettavo dalle trans”, ha scritta la Moric in un post, appena informata della causa contro di lei. Belen ha serbato rancore e a mesi di distanza è arrivata la querela indirizzata alla croata.