“Attenti, la Blue Whale sta girando anche su WhatsApp”

«La blue whale sta girando anche su WhatsApp non è uno scherzo, se vi contatta e vi esce una chat con scritto “Blue Whale” non rispondete perché basta una sola parola e ti minacceranno e assilleranno fin quando non starete al gioco e vi blocca scheda e cellulare ma se non risponderete vi lascerà in pace… passate parola!!».

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È il messaggio diffuso in queste ore, che rimbalza da uno smartphone all’altro. La paura, dopo i tragici episodi denunciati dai media, ora corre sulla linea telefonica. «State attenti! Sta girando un video che mostra uno sfondo completamente nero,non apritelo per nessuna ragione! Dietro quell’video c’è un signore di cui non si sa ancora bene,che spia dalla videocamera del telefono! Passatelo a tutti i contatti!». Al momento, di tutto ciò non ci sono riscontri.

Edoardo Costa chiede scusa in tv: “Questi sono tutti gli errori che ho fatto….”

Edoardo Costa ha scelto gli studi di Domenica Live per raccontare la sua storia e chiedere scusa. Dopo diversi anni di assenza dallo schermo, Costa in sette anni ha subito tre processi, due penali a Varese per evasione fiscale, uno a Milano per truffa e per appropriazione indebita del denaro raccolto da una onlus per i bambini poveri.
Barbara D’Urso lo mette a suo agio, parlando della nuova fidanzata e ripercorrendo la sua carriera, incluse i lavori fatti insieme. Poi si arriva ai guai giudiziari, che tra 2008 e 2009 furono denunciati da Striscia a Notizia.

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Il “macello che hai fatto”, sintetizza la D’Urso. L’attore ammette di avere commesso degli “errori” nella gestione dei fondi dell’associazione.
“Siamo qui a discutere di quello che realmente ho fatto non di quello che all’inizio si supponeva”, racconta Costa. L’attore crea una onlus, coinvolge attori – anche Bruce Willis – e raccoglie fondi per costruire un asilo e far vaccinare i bambini. Dei 130mila euro raccolti, ai piccoli arrivano soltanto 20mila euro.
“Subito dopo quella situazione, c’erano solo supposizioni, nessun processo. I numeri che non tornavano con Striscia la Notizia erano comunque soldi che, come è stato poi verificato, entravano in nero, in contanti. Qualunque servizio legato al progetto lo pagavo in contanti, senza ricevute. I 7000 euro di cancelleria erano voci per giustificare i soldi spesi in contanti”.
Costa, secondo quanto riportato dalla D’Urso, è stato condannato per evasione fiscale, nonché truffa e appropriazione indebita per la stessa cifra di 205mila euro per cui è stato condannato per evasione.
“Quando arrivavano i soldi, io recuperavo le spese sostenute prima e mettevo da parte soldi per il progetto dopo”.
Costa però, in un evento, aveva detto di aver fatto 40mila vaccini.
“Era un numero simbolico, detto per raccogliere fondi. Io dopo tutto quello che è successo con Striscia la Notizia, ho mandato 45mila euro. Ho sbagliato, non dovevo parlare di vaccini. Era un modo di dire. La mia idea era fare tanti progetti uno dietro l’altro. Nei primi progetti, io non ho gestito i soldi, lo ha fatto una casa editrice. In quei primi, abbiamo raccolto 100mila euro e la casa editrice ha trattenuto le spese sostenute, tra 50/60mila euro e ha dato 50mila euro. Io non ho percepito un euro. Abbiamo costruito un asilo per i bambini, che ancora oggi funziona. Era il 2004”.
Senza Striscia la Notizia sarebbero arrivati poi i 45mila euro?
“Non quelli, li avevo già destinati a un progetto in Brasile. In appello sono stato assolto per l’aggravante di truffa e appropriazione indebita. Io quei 205mila euro li ho usati per pagare in nero per i progetti. Non per me. Non lo dico io, ci sono le prove”.
Costa ribadisce: “Io non ho mai rubato soldi ai bambini. Dalle indagini è emerso che avevo raccolto in tutto circa 600mila euro, se fai la somma di tutto quello che ho dato, 360mila euro nei vari progetti. Per i tre progetti sono stati spesi circa 200mila euro. I costi sono stati quantificati, per ogni progetto erano tra 90mila e 110mila euro. I soldi risultano spesi ma non ci sono le ricevute”.
Oggi Costa si sta ricostruendo una vita, affiancato dalla fidanzata Grace, ex-modella, con cui ha una relazione da 8 mesi.

Cinquantasettenne fa sesso con l’amante 50enne al parco, ma arriva l’esercito: denunciati

Travolti da un irruente impulso nel verde del parco cittadino, finiscono denunciati per atti osceni in luogo pubblico. Succede al Piraghetto, l’altro pomeriggio, verso le sei. Protagonisti, loro malgrado, della vicenda a metà tra il boccaccesco e la trama cinematografica degna di una Wertmüller d’annata, due cinesi. Lui di cinquantasette anni, lei di cinquanta.

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Entrambi regolari in Italia, entrambi residenti a Mestre. Convinti di trovarsi al riparo da sguardi indiscreti si sono lasciati andare alla passione, consumando un rapporto sessuale completo, come dire, en plein air, all’interno dell’area verde comunale, lato stazione, nei pressi dell’accesso da via Decorati al Valore Civile.  Ma le loro effusioni non sono passate inosservate, anzi. Hanno attirato l’attenzione di una pattuglia dell’esercito che, nell’ambito dell’operazione “Venezia sicura”, stava presidiando la zona, con servizi di vigilanza anche nelle vie più defilate del quartiere Piave. Quando i militari si sono avvicinati per capire cosa stesse succedendo, avrebbero sorpreso i due nell’atto dell’amplesso. A nulla è loro servito rivestirsi e ricomporsi in un battibaleno, cercando di dissimulare quel che stavano facendo e poi di giustificarsi. Una volta identificati – nessuno dei due ha precedenti – come da prassi gli è stato presentato il conto dalla polizia intervenuta sul posto: indagati, appunto, per atti osceni in luogo pubblico. L’ipotesi più probabile è che si tratti di una coppia, come dire clandestina, dato che parrebbe che lui sia regolarmente sposato con una connazionale, che non è la donna con cui si era appartato, e con la quale forse ha avviato quella che ha tutta l’aria di essere una classica relazione extraconiugale.