Selvaggia Lucarelli querela Alba Parietti e chiede 180 mila euro, la showgirl lancia un appello su Fb

Dagli scontri in diretta, alle battute sui social, fino alla querela. Le liti tra Alba Parietti e Selvaggia Lucarelli durante lo show “Ballando con le stelle” sono finite in tribunale con una querela da parte della giornalista e del suo compagno, il musicista Lorenzo Biagiotti.

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Selvaggia ha querelato la Parietti per diffamazione, ad anticipare la bagarre legale è stata Dagospia, ma è stata poi confermata dalla showgirl su Facebook, che ha chiesto a tutti i suoi contatti di essere aiutata, con la registrazione di filmati del programma, per controquerelare la giornalista. Che tra le due non corresse buon sangue era evidente già dalle puntate del programma, soprattutto la finale quando la Lucarelli si è rifiutata di partecipare al programma dopo il mancato allontanamento della Parietti da parte della produzione.
La richiesta di risarcimento danni sarebbe pari a 180mila euro.

Meredith, Rudy Guede sbarca su Facebook: “Da oggi inizio a raccontarvi la mia storia”

​Rudy Guede sbarca su Facebook a poche ore dalla messa in onda dell’intervista rilasciata a Franca Leosini per Storie Maledette (in onda il 21 gennaio alle 21.05 su Raitre). L’ivoriano detenuto nel carcere di Mammagialla per l’omicidio di Meredith ha aperto un profilo gestito dal Centro per gli studi criminologici di Viterbo. Un centinaio di like, qualche decina di commenti, un paesaggio collinare come foto copertina e i link agli articoli che parlano di lui.  «Da oggi inizio a raccontarvi la mia storia», scrive.

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E risponde anche ai legali di Raffaele Sollecito che hanno diffidato la Rai dal mandare in onda l’intervista: «Perché non aspettare che la trasmissione sia finita piuttosto che diffidare la Rai dal mandarla in onda? – chiede l’ivoriano atraverso Facebook -. Laddove ce ne fosse bisogno e se ne riscontrasse l’ipotesi, chi oggi chiede la diffida potrebbe tranquillamente denunciarmi per diffamazione. Ma dovrebbe ascoltare prima quello che anche io ho da dire».  Gli avvocati di Sollecito, Giulia Bongiorno e Luca Maori, sottolineano che Rudy Hermann Guede, ha «già rilasciato inverosimili dichiarazioni all’autorità giudiziaria nella fase delle indagini e ha ingiustamente accusato il nostro assistito con una lettera inviata ai media». Inoltre, «Rudy Guede è stato dichiarato manifestamente inattendibile da tutti i giudici che lo hanno giudicato». Quindi i legali evidenziano che «la messa in onda di dichiarazioni rilasciate da Rudy Guede provocherà sicuramente dei danni alla reputazione» di Sollecito, che ha conferito loro mandato per «tutelare» «in ogni sede giudiziaria» la sua immagine. Guede, che viene intervistato in esclusiva nella prima puntata del programma Rai («Ha scelto di parlare con me gratuitamente per la credibilità e il rigore», ha detto la Leosini) è uno degli imputati dell’intricata vicenda processuale più discussa degli ultimi tempi. Parla, per la prima volta, l’unica persona che finora mai ha parlato, l’unico colpevole, secondo la legge, in concorso con ignoti, dell’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher.  Rudy Guede ha rivelato a Franca Leosini quello che sempre ha taciuto. Per la prima volta racconta la propria versione dei fatti, nel tentativo di spiegare come sono andate davvero le cose quella tragica notte del 1 novembre 2007. Senza tralasciare una verità processuale pesante, sigillata da un’ultima e definitiva sentenza.  Il 2 novembre 2007, al n.7 di via Pergola, a Perugia, Rudy Guede era lì quella sera. In esclusiva a Franca Leosini, rivela chi c’era quella sera in via della Pergola n.7; rivela che cosa ha visto; rivela le voci che ha sentito. Rudy Guede risponde a interrogativi rimasti finora senza risposta: chi ha ucciso Meredith, sta pagando la pena che gli spetta o che le spetta? Meredith ha veramente avuto giustizia? Franca Leosini entra nel buio di questa storia, ripercorrendo le tappe dell’omicidio di Meredith Kercher, per raccontarci, in esclusiva, chi è davvero Rudy Guede, e chi c’era quella sera con lui. L’INTERVISTA A STORIE MALEDETTE: “ENTRATO IN CASA PERCHÉ MI HA APERTO LEI” «Se sono entrato in quella casa di via della Pergola la sera del primo novembre (del 2007 – ndr) è solo perché mi ha aperto Meredith. Non perché mi sono arrampicato o mi hanno aperto Raffaele Sollecito e Amanda Knox»: Rudy Guede ha ricostruito così la sera dell’omicidio Kercher, compiuto a Perugia. Lo ha fatto intervistato nel programma Storie maledette in onda su Rai3. L’ivoriano sta scontando nel carcere di Viterbo 16 anni di reclusione per l’omicidio di Meredith Kercher. Delitto per il quale invece sono stati definitivamente assolti Sollecito e la Knox, che si sono sempre proclamati estranei a quanto successo. Nell’intervista concessa a Franca Leosini, Guede ha sostenuto di avere conosciuto Meredith ai primi di ottobre e di averla incontrata altre volte nei locali notturni perugini. «La sera di Halloween – ha aggiunto – c’eravamo messi d’accordo per vederci il giorno dopo. Mi sono presentato a casa sua solo per questo motivo». L’ivoriano ha parlato della Kercher come di «una ragazza seria, sapeva il fatto suo; quel carisma mi ha affascinato». Guede ha quindi ripercorso quelle che sono state a suo avviso le fasi dell’omicidio. Ha detto di essere andato in bagno e di essersi messo ad ascoltare musica con le cuffiette, per poi sentire la voce della Knox (conosciuta in un locale dove l’americana lavorava) che discuteva con Kercher la quale si sarebbe lamentata in precedenza per una questione di soldi. «Ho riconosciuto – ha spiegato – la voce di Amanda al 101 per cento. Poi ho sentito un urlo fortissimo mentre ascoltavo l’i-pod a volume altissimo. Una voce straziante». L’ivoriano ha anche parlato la presenza nella villetta di via della Pergola di un uomo del quale non ha fatto il nome.  GUEDE PENSA A POSSIBILE REVISIONE PROCESSO «Ci mancherebbe che non penso a questa opportunità…»: Rudy Guede ha risposto così a Franca Leosini che gli ha chiesto se ipotizzasse di ricorrere alla revisione del processo a suo carico per l’omicidio di Meredith Kercher. Lo ha fatto nell’intervista a Storie maledette su Rai3. Guede ha ribadito di non avere ucciso la studentessa inglese ma di avere il rammarico di non averla soccorsa dopo che era stata mortalmente ferita nella casa di via della Pergola. «Ho provato a spiegarlo ai giudici – ha detto – ma evidentemente non ci sono riuscito». «Meredith – ha sottolineato Guede – deve avere ancora giustizia e qualcuno dovrebbe dargliela».