Roma capitale del fetish: boom di fruste e guinzagli, maschere e collari

Roma regina della trasgressione e del fetish. Secondo un’inchiesta dell’Adnkronos aumentano quelli che scelgono un sabato sera non convenzionale, come Luca, un ragazzo sulla trentina incontrato in una sala piena di ragazzi vestiti per lo più di nero.

Fashion portrait of young beautiful female model Glamour women with long black hair and sexy hairstyle

Molti indossano maschere e collare, qualche ragazza gira al guinzaglio con il partner fasciata in un abito di latex, o con indosso solo un tanga e calze a rete. Al lato della pista un tappeto di uomini sdraiati a terra sono immobili e si fanno calpestare da tre ragazze issate su tacchi a spillo affilati. “Io non sono fatto per il dolore fisico – spiega Luca – non sono masochista ma mi piace l’ambiente fetish, quello che mi trasmette e come mi fa sentire”.
Al centro della sala un ragazzo si fa frustare da una donna sui 50anni, mentre accanto a lui un’altra è in piedi sulla trampling swing, una sorta di altalena, dove si dondola sopra un uomo che indossa una maschera antigas. Benvenuti al Revolution Party, tra le principali serate a tema fetish della Capitale, che abbraccia anche il mondo del bdsm – acronimo di bondage, disciplina e dominazione, sadismo e masochismo. Dimenticate però le atmosfere da ’50 sfumature di grigio’, o l’idea che si tratti di ambienti elitari perché, come racconta René, uno degli organizzatori della serata, ogni mese eventi come questo riescono a radunare anche 500 persone a notte. “Siamo passati da 250 a 550 persone a serata – spiega l’organizzatore, che assieme alla sua compagna da un anno ha aperto le porte del fetish a centinaia di ragazzi e ragazze – chi viene qui sa di essere libero e prova delle belle emozioni. Anche chi non pratica bdsm partecipa perché condivide la passione per un ambiente molto stimolante, anche intellettualmente, nel quale è facilissimo socializzare”.
Partecipare a queste serate è più semplice di quel che sembra, nonostante in alcuni casi ci sia una selezione da superare. Una volta arrivati all’ingresso, vengono snocciolate le regole e il comportamento da tenere in sala. “Chi non le rispetta viene accompagnato fuori e non entra più” precisa l’organizzatore. “Le nostre non sono feste elitarie, chi viene lo fa anche per il clima che si respira. Qui nel giro di 8 mesi si sono formate 22 coppie” rimarca. Variegato il popolo del fetish che va dal banchiere allo studente universitario, dalla professionista all’operaio. E ancora turisti, italiani e stranieri. Età variabile tra i 18 e 60 anni. Curiosi, bisessuali, omosessuali e etero, sposati e non. “Ma soprattutto – ci tiene a specificare l’organizzatore – ci sono tante donne, che vengono anche solo per sfoggiare abiti goth e ballare”. E proprio alle signore, in quasi tutte le feste a tema bdsm è dedicata la Femdom, un’area alla quale gli uomini possono accedere solo se sottomessi. Qui spiccano i feticisti, che amano accarezzare, annusare, leccare e venerare i piedi. “Gli uomini che entrano sono sottomessi, possono leccare i piedi, massaggiarli e servire le donne ma non si va oltre il ginocchio” ci spiegano.
Chi vuole accedere a queste feste deve rispettare un dress code. Banditi jeans, t-shirt casual o abiti da lavoro. Ad andare per la maggiore sono i look in latex, pelle, pvc, e nude, ma anche maschere, guanti, reti, intimo, corsetti, e abiti presi in prestito dal mondo del medical, militare o burlesque. Il total black può essere un buon compromesso. “Ormai anche il dress code sta diventando un’alternativa fashion, senza pregiudizi – sottolineano – Anche a Roma, che è una città molto più aperta di quanto si pensi”.
Lo sa bene Max Mangiabene, proprietario del fetish shop ‘Veleno’, che organizza ogni mese ‘La rosa e le spine’, una festa a tema bdsm chiamando a raccolta decine di ‘bdsmers’: “Al mondo fetish si avvicinano tante persone, soprattutto dai 18 ai 25 anni – afferma – che cominciano a conoscere questo mondo grazie a feste ed eventi specifici. Non so se siano incuriositi dal feticismo del piede, dell’abito, dal mondo della dominazione o dalla sottomissione, ma c’è molto interesse, molta voglia di conoscere. Prima era un ambiente chiuso, ora c’è un’esplosione. A Roma e tutta Italia finalmente”.
A Roma, in particolare, hanno preso piede tantissime feste, ormai se ne contano 5 o 6 al mese, spiega Max. “Guarda che quello che facciamo qui lo fanno anche a Londra, Amsterdam e Berlino, ovunque in Europa” ci spiega invece Alex, un ragazzo francese che racconta di partecipare ogni mese a queste serate. Eppure per molti questo ambiente è ancora un tabù: “Per gli altri siamo sempre dei malati, degli stupidi – commenta Max – in realtà siamo delle persone normalissime alle quali piace divertirsi, ballare e fare quello che fanno tutti”.
La regola principale quando si pratica bdsm, ci spiegano, è essere sempre consenzienti, e rispettare i tre principi della sigla SSC, ossia sicuro sano e consensuale, come sottolinea Davide La Greca, noto nell’ambiente come Maestro BD, e vera istituzione per quanto riguarda il bondage: “Sano e sicuro è un’utopia, è quello a cui dovremmo aspirare. Il bondage sicuro al cento per cento non può mai esserlo, perché nessuna pratica umana lo è. Ma nel momento in cui si fa bondage bisogna stare attenti a non creare danno, fare tutto tenendo conto dei rischi che si possono correre ed evitare i peggiori o essere pronti a intervenire”.
Per molti si tratta di una vera e propria filosofia di vita. Per altri è solo un’alternativa trasgressiva a quello che in ambiente è conosciuto come vanilla sex, ossia il sesso ‘tradizionale’. Il termine psichiatrico, specifica Davide, è parafilia. “Ossia un modo alternativo di vivere una sensazione positiva, un affetto – chiosa – Chi prova piacere non attraverso l’atto sessuale diretto ma tutta una serie di parafilie. Il bdsm ha messo insieme queste pratiche che è fondamentalmente lo scambio di potere. In una coppia si decide che uno prender il potere sull’altro e l’altro glielo cede consensualmente, in modo libero. Questo scambio di potere crea emozioni”.
Ma quand’è che le pratiche del bdsm diventano patologiche? Secondo Fabrizio Quattrini, docente di clinica delle parafilie e della devianza dell’Università de L’Aquila, si parla di patologia “solo nel momento in cui chi mette in atto una pratica bdsm la vive come elemento disfunzionale alla propria sessualità”. La patologia, spiega Quattrini, “scatta solo nel momento in cui la persona soffre o fa soffrire e quindi vive nella sofferenza quel piacere erotico e sessuale. Nel bdsm ci possono essere pratiche sadiche e masochistiche. Se la persona le vive con consensualità, rispetto, educazione e armonia non c’è l’aspetto patologico”.
Chi partecipa a una festa bdsm sa bene ed è consapevole di quello che sta facendo: “Lì dentro non vedrò mai una persona che ha paura – sottolinea Quattrini – Posso invece percepire paura o ansia nella persona che è incuriosita, fa una ricerca su internet e magari in un primo momento non comprende”.
“E’ una situazione mista e variegata anche rispetto al genere – spiega il sessuologo – ci sono uomini e donne, il dominante e il dominato, non solo master e slave. Esistono anche le mistress e gli slave. Eterosessuali, omosessuali, bisessuali, transessuali e transgender sono da sempre inseriti in questa unità con apertura e rispetto che da altre parti non si vede”. Il popolo del bdsm, insomma, è molto più nutrito di quanto si immagini. “Si pensa che sia un discorso di nicchia ma non è esattamente così – afferma Quattrini – Il dato che io ho e che risale al 2014 parla di 4 milioni di italiani che praticano regolarmente bdsm”.

Ubriaca in auto, la figlia dell’attore di ‘Matrix’ mostra il “lato B” e la fa davanti ai poliziotti

Montana Fishburne sempre più fuori controllo: la figlia dell’attore Laurence, noto per il ruolo di Morpheus in Matrix e di Raymond Langston in CSI, ne ha combinata un’altra delle sue. La ragazza, 25 anni, era già stata arrestata nel 2009 per prostituzione e l’anno successivo per stalking ai danni di un ex fidanzato.

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La sua notorietà è dovuta non solo al celebre padre, ma anche alla breve carriera da attrice pornografica, interrotta dopo due film per l’imbarazzo e il dolore che la scelta aveva provocato in Laurence. Da allora la giovane si è data agli spettacoli di striptease e danza del ventre in vari locali notturni.
L’ultimo episodio imbarazzante per la famiglia Fishburne si è consumato invece lo scorso 11 marzo in Florida: sono le registrazioni della polizia a documentarlo.
Montana era infatti stata fermata su un’autostrada all’altezza di Fort Lauderdale, mentre guidava visibilmente ubriaca e con una bottiglia di vino quasi vuota accanto. Sottoposta al test dell’alcol, la ragazza aveva dei valori superiori al doppio del limite consentito e ha iniziato a provocare i poliziotti. Prima si è tolta i tacchi alti, mostrandoli all’agente, poi si è alzata il vestito e ha fatto vedere le sue grazie.
Tutto qui? Magari. Non contenta, ha scavalcato il guardrail e si è accovacciata. «Cosa sta facendo?», chiede sbigottito l’agente. La ragazza, in tutta franchezza, risponde così: «Devo fare la pipì, anche se preferivo farla sulla vostra auto di servizio. Posso farla qui?». «È quello che sta già facendo», commenta laconico il poliziotto. Lo riporta anche il Daily Mail.

Anna Falchi, grido di dolore in diretta tv: “Non mi cerca più nessuno, campo di questo”

Tempi di crisi per i vip. Anna Falchi si è lasciata andare a una confessone in diretta con Pippo Baudo: “Se non ci sei tu che mi inviti, non mi invita nessuno” ma “campo di questo”.
E’ quanto ammette con sincerità la Falchi, ospite di ‘Domenica In’, rispondendo a Baudo che accogliendola con affetto in trasmissione le ha detto: “Ti abbiamo visto poco, recentemente, in televisione.

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E’ una tua decisione?”. “No, assolutamente, campo di questo” ha risposto l’attrice che ha rivissuto con Baudo i passaggi più significativi della sua carriera. “In questi giorni sto parlando molto di te – ha detto l’attrice – per via di Sanremo, ovviamente”. Anna Falchi è stata infatti assieme a Claudia Koll sul palco dell’Ariston nel Festival del 1995 condotto da Pippo Baudo, “il più grande ascolto della storia”, hanno ricordato ieri il presentatore e l’attrice.

Il balletto in casa finisce malissimo: “Tre punti di sutura al lato B e antitetanica”

Una tranquilla festicciola in casa con gli amici può trasformarsi in un’esperienza davvero pericolosa se non si fa attenzione a cosa si ha alle spalle. Lo sa bene Bonnie Lee-Brown, che mentre si scatenava nelle danze non ha badato alla apparentemente innocua scarpiera dietro di lei.

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E’ bastato un movimento sensuale verso il basso e ora difficilmente la ragazza potrà dimenticare quella serata: il bastoncino di metallo le si è infilzato in una natica, e sono stati necessari tre punti di sutura e un’antitetanica. Nonostante il dolore, però, Bonnie sembra averla presa con filosofia, e ha pubblicato il video dell’incidente su twitter, dove è stato trovato esilarante da moltissime persone, che hanno comunque espresso solidarietà nei confronti della ragazza e del suo vestito ormai inutilizzabile.

Rocco Siffredi piange a Verissimo: “Mio fratello è morto a 12 anni”

Un dolore molto grande ha segnato l’infanzia, e la vita, di Rocco Siffredi. Il pornoattore lo ha raccontato in diretta a Verissimo, ospite di Silvia Toffanin per presentare il documentario sulla sua storia in uscita in questi giorni.

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“I miei ricordi d’infanzia iniziano a 6 anni”, ha raccontato tornando con la mente al giorno fatale in cui suo fratello maggiore è morto: aveva 12 anni, ed è rimasto soffocato dopo una crisi epilettica. “Mi ricordo il giorno in cui tornando dall’asilo ho sentito dalla strada le grida di mia mamma in casa. C’era un clima tetro, nessuno parlava. Io non ho chiesto nulla. In camera, sdraiato sul letto, c’era mio fratello di 12 anni morto”.
Il dramma ha sconvolto l’intera famiglia Siffredi, soprattutto la madre che, racconta Rocco, “per i due anni successivi, ha continuato ad apparecchiare a tavola anche per lui”. Mentre racconta di quel giorn, quando si sfogò distruggendo tutti i palloncini rimasti in camera sua da una festa organizzata il giorno precedente, l’attore non riesce a trattenere le lacrime.

Nina Moric, lo sfogo social contro la madre

Non posta solo foto ad alto tasso erotico in topless o avvinghiata al suo giovane fidanzato Luigi Mario Favoloso. Nina Moric è un fiume in piena e sul suo profilo social si scatena in dichiarazioni personali e svela le sue emozioni e tutto quello che le causa dolore. Come il rapporto con la madre, che ad agosto andrà in vacanza con il nipote e il suo ex, ma non con lei. Nina si confida con i follower, raccontando le sue paure, ciò che le provoca tristezza e ciò che la renderebbe felice. E avvisa: questa volta non finirà in depressione, ma sorriderà dopo essersi tolta tutti i sassolini dalle scarpe.

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“Muoio dal ridere quando mi dite che invidio qualcuno, che rosico. Per qualcuno non sarò un granché, per altri sono stupenda, ma quello che conta è che io mi veda bella, e non cambierei il mio aspetto fisico con quello di nessun altro. Cosa dovrei rosicare il successo? Ho guadagnato nella mia vita quello che basta per sfamare pure i figli dei miei pronipoti e ancora oggi mi pagano per fare quello per il quale le persone pagano. Dovrei invidiare a qualcuno l’amore? Che voi ci crediate o no, il mio fidanzato mi rende felice, mi rende serena e tranquilla e soprattutto mi protegge, da quando c’è lui, di Nina Moric combina guai non si sente più parlare” scrive la Moric facendo un quadro preciso di come si sente in questo momento.
“Alla mia vita non manca nulla, se non una famiglia, quella che tanti giovani snobbano, molti pensano di poterne fare a meno per sempre, ma non è così. Oggi a quasi 40 anni ancora ho i miei momenti di tristezza pensando al rapporto con la mia famiglia, la mia famiglia in primis mia madre, appartiene ad Opus Dei, il loro estremismo religioso fa sì che non accettino il fatto che io sia ormai divorziata, che abbia una vita con un altro, che voglia ricreare un nucleo familiare che si possa chiamare tale, e allora è così che ogni Natale, mia madre va a festeggiare a casa del mio ex marito, è così, che ad agosto mia madre andrà in vacanza con tutti loro, con mio figlio, tutti insieme appassionatamente a favor di paparazzi.” racconta Nina come un fiume in piena.
“Questa è l’unica cosa che mi mette tristezza, e se non sono ancora partita per le vacanze è solo perché fino all’ultimo ho supplicato che ciò non accadesse, che mia madre in vacanza ci venisse con me, mio figlio e il mio fidanzato… – conclude Nina – E stavolta non reagirò come in passato finendo in depressione e piangendomi addosso. Stavolta vi manderò una cartolina”.

“Mia figlia è stata morsa da un insetto misterioso e tutti i giorni mi prega di farla morire”

Scena strazianti e parole che lacerano il cuore. Ma sono dettate dal dolore, dall’esasperazione e dall’impotenza. Kirsty Keep è una ragazza bella e affascinante di soli 23 anni. Undici anni fa, la ragazza, originaria di Maidstone, in Inghilterra ha iniziato ad accusare continui sintomi di stanchezza estrema e dolore cronico dopo essere stata punta da un insetto misterioso.

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Pian piano la sua vita è diventata un inferno e si è ammalata di un male che i medici non sono riusciti a decifrare: le sue condizioni di salute sono peggiorate, giorno dopo giorno, attimo dopo attimo ma, nell’ultimo periodo, la situazione è diventata quasi insopportabile, con la ragazza che chiede continuamente di morire, per terminare le sue sofferenze. Vorrebbe togliersi la vita con l’eutanasia in un centro specializzato in Svizzera ma per ora sua madre Theresa non ha ceduto alle richieste diperate di sua figlia. Anzi, vuole portarla in un centro in Germania per delle visite e test più approfonditi poichè non crede che si tratti della sindrome di Ehlers-Danlos (EDS), come ha timidamente azzardato qualche medico che ha visitato Kirsty.  Theresa, disperata, ha voluto condividere con tutto il mondo il dolore di sua figlia, filmandola sul letto dell’ospedale dove è ricoverata, mentre è attaccata all’ossigeno per respirare e si lamenta per colpa del dolore cronico che le sta rovinando la vita.

Isola dei Famosi: Paura per Gracia de Torres, la modella piange dal dolore

Il fine settimana a Playa Uva è stato piuttosto movimentato. Mentre i naufraghi chiacchierano tra di loro, dal bosco si sentono delle urla tremende, dopo qualche secondo di panico tutti i concorrenti corrono a vedere cosa è successo. A terra in lacrime Gracia De Torres.

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La modella era uscita per una ricognizione quando improvvisamente il ginocchio le ha ceduto provocandole un dolore lancinante. La più scossa è Mercedesz, particolarmente legata a Gracia. Il ginocchio della concorrente spagnola si era già rotto anni fa quando praticava pallavolo a livello agonistico. Al momento non ci sono aggiornamenti sulle sue condizioni di salute e forse questa sera potrebbe addirittura decidere di abbandonare il gioco anche se dovesse vincere al televoto contro Andrea Preti e Paola Caruso.