Video hard di una 14enne finisce nel WhatsApp degli amici e diventa virale

NAPOLI – I carabinieri sono stati chiamati a indagare su un video hard diffuso su Whatsapp che mostra una ragazzina di 14 anni mentre si masturba. I filmati sono diventati virali tra i compagni di classe e di scuola a Napoli.

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La ragazzina si è subito pentita e ha raccontato tutto ai genitori, mentre i militari stanno comunque verificando se i filmati siano stati pubblicati da qualcuno anche su internet. Della vicenda si sta occupando anche il Tribunale dei Minorenni di Napoli. Al momento non ci sarebbero indagati, ma nel mirino degli inquirenti sarebbero finiti cinque o sei minorenni, studenti delle medie e delle superiori, quelli che hanno condiviso per primi il filmato di circa tre minuti e le foto hot. Ma sembrerebbe che siano molti di più i ragazzi che sui loro smartphone hanno salvato e successivamente condiviso le immagini di quella ragazzina alta, mora e dall’aspetto molto più grande della sua reale età. Al momento pare che le condivisioni a catena siano avvenute solo tra coetanei o ragazzini poco più grandi della quattordicenne. Sarebbe stato proprio quel tam tam a mettere in allarme e in apprensione i familiari della teenager, che tra le lacrime ha confessato la sua sciocca bravata.

Tiziana Cantone, sbloccato l’iPhone: nei messaggi la verità su suicidio e video hot

I carabinieri sono stati precisi: hanno «scavato» in maniera chirurgica perché già sapevano che in quell’iPhone 5 ci sarebbe stata la verità. L’hanno trovata intatta, tra i messaggi vocali di Tiziana Cantone registrati prima che si lasciasse morire impiccata all’attrezzo da ginnastica della tavernetta.
E per aprire il cellulare di Tiziana Cantone è stato usato un trucco informatico identico a quello utilizzato dall’Fbi per aprire lo smartphone del killer di San Bernardino. Niente spedizioni di telefoni oltre Oceano, niente richieste di aiuto alla Apple. Solo tecnica e algoritmi.

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Si compone così l’ultimo anello della catena di un’indagine per istigazione al suicidio di Tiziana che non vede ancora nessun indagato, ma punta dritto verso la definizione del ruolo dell’ex fidanzato Sergio Di Palo. Una storia che corre sul filo della rete internet: prima con la condivisione dei filmati hot della bella trentunenne di Mugnano di Napoli – protagonista di giochi sessuali con alcuni uomini – finiti in pasto alla rete, poi la negazione da parte di Whatsapp di fornire il brogliaccio dei messaggi agli avvocati di quattro ragazzi di Battipaglia accusati da Tiziana di aver diffuso i video con scene di sesso e, infine, i segreti nell’inviolabile cellulare che lei aveva spento prima di suicidarsi.
Sembrava una storia destinata all’archiviazione e, invece, i carabinieri della sesta sezione telematica del comando di Napoli, coordinati dal maggiore Alfonso Pannone, sono riusciti a riannodare i fili di una vicenda scioccante e hanno sbloccato l’iPhone con un attacco «brute force» senza attivare la funzione di sicurezza di iOS che avrebbe cancellato tutti i dati dopo 10 tentativi errati. Il quadro è chiuso. Sul cellulare della povera Tiziana sono comparse, agli occhi dei carabinieri e del perito Carmine Testa, le telefonate fate prima di morire, i messaggi con l’ex fidanzato Sergio che si sarebbe rivolto a lei con una battuta triviale durante una lite e, infine, lo sfogo di Tiziana con un altro ex fidanzato, precedente alla storia con Sergio. Fino all’ultimo messaggio che lascerebbe presagire il gesto per lei sublime che doveva cancellare tutto. E invece, il suicidio ha rivangato un passato che doveva passare, finendo sui giornali e nei talk show come esempio di «martirio» da interne. La procura di Napoli nord con a capo Francesco Greco ha, nelle sue mani, anche il materiale informatico depositato ai militari di Napoli da Mirko Rivola, il mago dell’infiormatica I militari, coordinati d sono stati capaci di entrare nel sistema informatico attraverso il quale hanno inserito un «bug», tecnicamente un baco che è penetrato nel telefono cellulare con una combinazione di numeri provati e riprovati all’infinito, bypassando la Apple e i suoi sistemi operativi.

Parroco abusa di un 15enne e lo minaccia con un coltello: incastrato

Un parroco 51enne di una chiesa della diocesi di Catania è accusato di abusi sessuali ed è stato sottoposto ad obbligo di dimora dal gip del tribunale di Siracusa. Le violenze sarebbero state commesse in provincia di Siracusa nei confronti di un 15enne.

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Il ragazzino, secondo la ricostruzione dei magistrati della Procura di Siracusa e dei carabinieri, sarebbe stato costretto a subire abusi sotto la minaccia di un coltello.  Le responsabilità del sacerdote sarebbero emerse dalle intercettazioni telefoniche, dalle perquisizioni, dai sequestri e dalle conversazioni su internet dell’indagato monitorate con il coordinamento del procuratore aggiunto Fabio Scavone e dal sostituto Vincenzo Nitti. Il prete è sospeso dalle sue funzioni.

Fanno sesso sul bus in centro a Londra, un passeggero li filma e il video su internet fa boom

Come nulla fosse, in pieno centro a Londra, sui sedili dell’ultima fila di un bus. Una coppia è stata immortalata a fare sesso e i due non sembrano nemmeno preoccuparsi di essere visti.

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La donna è sopra l’uomo e anche il volume dei suoi gemiti non fa pensare alla volontà di nascondersi, anzi. A filmare probabilmente è un passeggero che non poteva non accorgersi di quanto stesse accadendo. Così ha preso il suo
, li ha immortalati e ha pubblicato il video sul web.

Gianluca Grignani: “Mi ritiro”, pubblica il post e poi sparisce

Brutto periodo per Gianluca Grignani che, dopo il video apparso su internet, nel quale il cantante è visibilmente alterato e dopo il ricovero in ospedale, ha pubblicato nei giorni scorsi un post sulla sua pagina di Facebook. Grignani parla di ‘attacchi di panico’ ma, fonti vicinissime a lui sono convinte che il ricovero sia causato invece da un’intossicazione da alcol.

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“Ciao ragazzi, ho bisogno di staccare un pò con il mondo, l’avrete capito… – ha scritto il cantante sulla sua pagina Facebook – Ora ho bisogno di tornare più forte di prima. Adesso parlerà solo la mia musica, la mia “strada in mezzo al cielo”: ho annullato gli impegni per un determinato periodo, non ci saranno apparizioni, a parte i due eventi rock 2.0 a dicembre di Milano e Roma, e dei live acustici che farò durante l’estate che saranno annunciati qui sul mio profilo… ma io leggo tutto quello che mi scrivete e solo per voi io ci sto. Sempre. Con affetto G.”.  Ebbene si, Grignani ha annullato il suo instore tour, pianificato per la promozione del suo ultimo album, Una strada in mezzo al cielo, lasciando tutti i suoi fan a bocca asciutta. Ma, nonostante questo, sono moltissimi i messaggi di affetto e di solidarietà che i suoi followers gli stanno tributando in queste ore. Dopo il suo annuncio sul social network, Gianluca Grignani non ha più scritto nulla, mantenendo la parola data e cercando di riconquistare, si spera, un po’ di pace e serenità personale.

“Ho 17 anni e faccio sesso a pagamento. Amo lo shopping, voglio avere tanti soldi”

La prostituzione in età minorile è un problema globale, soprattutto in quest’epoca, in cui grazie a Internet qualunque ragazza può facilmente far soldi vendendo il suo corpo, e qualsiasi uomo può usare il suo denaro per soddisfare le sue perversioni con donne anche molto giovani, nonostante sia reato.

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Il tabloid britannico The Sun racconta oggi, nella rubrica Dear Deidre che si occupa di tematiche legate al sesso, del caso di una ragazzina che si prostituiva a 17 anni, e grazie a ciò è riuscita a fare un bel po’ di soldi. “Vado ancora a scuola, ma chattando su un sito ho incontrato un uomo più grande di me – scrive la ragazza nella lettera – lui è molto gentile, mi ha invitato a cena e mi ha comprato un bellissimo bracciale e della biancheria sexy, poi mi ha portato a casa sua, un appartamento di lusso, dove abbiamo fatto sesso. È stata l’esperienza più emozionante della mia vita”. Dopo la serata piccante, la ragazza inizia ad adescare altri clienti: l’idea le viene da un documentario visto in tv. “Ho visto un servizio su giovani escort di alto bordo a Londra, in cui si parlava di quanti soldi riescono a guadagnare. Alcune di loro erano studentesse, così ho avuto un’idea: sono tornata su quel sito e ho scritto di essere una 17enne vergine, anche se non era vero”. Il risultato è stato sorprendente: “Non pensavo che sarei stata contattata da così tante persone: in pochi minuti in tanti mi hanno scritto, dicendo di voler fare sesso con me per la mia prima volta. Ho scelto quello che mi sembrava più sincero: era bassino e un po’ grasso, ma molto gentile, mi ha trattato come una principessa. Il giorno dopo mi ha portato a fare shopping e mi ha dato mille sterline”.  Sebbene quest’uomo l’abbia conquistata, a lei piace avere attenzioni, e denaro, così continua a trovare clienti e a fare sesso con loro a pagamento. “Mia madre non sa da dove vengano tutti i soldi che ho, e i vestiti e gli oggetti – continua – le ho detto che è papà a farmi dei regali. Loro sono divorziati e non si parlano. So che è sbagliato, ma mi piace avere tanti soldi, per comprarmi tutto ciò che voglio”.

Prof di giorno, attore porno di notte: l’università lo rimuove dall’incarico

Stimatissimo docente universitario di giorno, pornodivo di notte e nel tempo libero. Il professor Nicholas Goddard, che insegna ingegneria chimica all’Università di Manchester da 25 anni, da dieci ha intrapreso una seconda carriera che gli consente, a 61 anni suonati e con lo pseudonimo di “Old Nick”, non solo di avere rapporti sessuali con ragazze ventenni che potrebbero essere sue nipoti, ma di essere anche pagato per farlo.

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Goddard dice di aver intrapreso la carriera porno un po’ per lo stress subito dopo il divorzio dalla moglie, un po’ per arrotondare lo stipendio che lui reputa non molto alto.
Ora che la sua doppia vita è venuta a galla, l’ateneo non l’ha presa benissimo e lo ha sospeso dall’insegnamento in attesa di concludere l’indagine che ha appena avviato. C’è da chiedersi come mai la vicenda non sia emersa prima, visto che i tanti film a luci rosse di cui il professore è protagonista circolano da tempo sui siti porno e titoli come “La teenager Carolina e il suo vecchio amico” o “Splendida brunetta teenager con un anziano” sono stati visti milioni di volte. Fatto sta che i vertici dell’Università, alla luce (rossa) della vita segreta del docente, non ritengono che Goddard sia più compatibile con l’insegnamento: la sua figura, sostengono, non può più costituire un esempio per i giovani studenti.
Il professore, divorziato e padre di tre figli, nel frattempo ha lasciato Manchester. Secondo lui, intorno alla vicenda è stato sollevato solo un gran polverone caratterizzato dall’ipocrisia. «Di sera e durante i week-end il 75 per cento del traffico internet dell’università è indirizzato su siti porno, ma nessuno dice niente – ha detto – Quello che faccio nel mio tempo libero sono affari miei, non dell’Università. Non so quello che penseranno gli studenti o i loro genitori, ma a me non importerebbe se gli insegnanti dei miei figli fossero delle pornostar. Quello che conta è se un professore è un buon docente oppure no».
Sui social sono molti i commentatori che lo difendono. «Quello che fa nel tempo libero non ha nulla a che vedere con il suo lavoro o con l’università – scrive Nicola Munro – Non c’è alcuna necessità di indagare su di lui, a meno che non si sia comportato in modo inappropriato».
Sarah Scooky ha postato: «Era sposato? Quello che fa influisce sul suo ruolo di professore? Incide sul suo rapporto con gli studenti? Se la risposta è “no”, allora quello che fa nel suo tempo libero sono affari suoi».
E Michael Kenny aggiunge: «Fino a quando la sua attività nel porno non ha influenze negative sul suo lavoro come insegnante non vedo quale sia il problema. Quello che le persone fanno al di fuori del lavoro riguarda solo loro e nessun altro. La vera vergogna sarebbe se doves»se perdere il posto di lavoro solo per questo.
Non tutti, però, la vedono allo stesso modo. «Purtroppo – dice Diana Peacock – è necessario che questa persona venga rimossa. È un uomo che ha il compito di educare i giovani: una vita da pornostar non dà il giusto esempio. Mi sentirei preoccupata per il messaggio che potrebbe arrivare da una persona simile».

Jeremias Rodriguez era sul punto di sposarsi: parla l’ex fidanzata

Con il clan Rodriguez non ci si annoia mai! E se Belen, capo clan, ha i riflettori costantemente puntati addosso, anche gli altri membri della famiglia non scherzano. Stavolta tocca a Jeremias, fratellino minore della showgirl e ai suoi “pasticci sentimentali”. Il bell’argentino infatti, che negli ultimi giorni ha dato sfoggio di effusioni bollenti con Rossella Intellicato, ex gieffina e ex tronista, in realtà era già fidanzato e stava per sposarsi.

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E a parlare al settimanale Di Più è proprio la sua ex tradita e arrabbiata…”Ho acceso il computer e ho visto le foto di Jeremias mentre baciava quella ragazza, così ho scoperto di essere stata tradita”. Ilaria Coletto, 29 anni, imprenditrice di Biella che vive però a New York dove gestisce un ristorante italiano non poteva credere ai suoi occhi: “E pensare che la sera stessa in cui ha conosciuto quella ragazza al telefono Jeremias mi parlava da uomo innamorato”. Si conoscevano dalla scorsa estate, lui le aveva chiesto di diventare sua moglie e al padre aveva domandato il permesso di sposarla…
Poi le foto su Internet. Adesso Ilaria di lui e dei Rodriguez non vuole più nemmeno sentir parlare: “Diciamo che ho ricevuto messaggi poco carini, quindi preferisco evitare di parlare, di nominare quelle persone, quella famiglia, quel cognome!”, racconta al settimanale.
Intanto però, dopo gli scatti compromettenti di Jeremias e della bella ex gieffina e ex tronista dei due, insieme sui social, non c’è più nemmeno l’ombra e pare che Rossella abbia anche rilasciato un’intervista a FanPage in cui dice. “Ho peccato di ingenuità nel pubblicare subito sul web le foto con Jeremias ma l’ho fatto in buona fede. Non ci sono più foto nostre sul web perché ci siamo accorti di avere esagerato. Siamo partiti a mille, come se fossimo due ragazzini e abbiamo fatto un casino. La priorità è vivere questa storia senza interferenze esterne. Non siamo fidanzati, ci stiamo conoscendo ed è prematuro parlare di ciò che accadrà dopo. Io sono serena. Chi vivrà, vedrà”.
Che pasticcioni questi Rodrigeuz!

Sesso troppo hard, vecchietto muore sopra la squillo: per separarli è servita la chirurgia

Quando sono entrati nella camera, i soccorritori hanno trovato una scena surreale. Lui, anziano, morto sopra di lei per colpa del sesso troppo spinto.

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E la prostituta sotto il suo cadavre che non riusciva a ‘staccarsi’ da lui: le loro parti intime erano rimaste incastrate. C’è voluto l’intervento dei medici per separarli, dopo essere trasportati in ospedale. Tutto è stato ripreso da una telecamera e il filmato è apparto su internet diventando virale: si vedono benissimo i due corpi, coperti da una coperta blu.

Il fidanzatino alla 13enne: “Spogliati ancora o metto su internet tutte le tue foto hard”

Prima il fidanzamento virtuale tra due ragazzi, con effusioni in chat e lo spogliarello consenziente, poi il tentato ricatto: «O ti spogli ancora, o pubblico tue foto su Internet». Vittima una ragazzina falconarese che al tempo dei fatti aveva appena 13 anni, e che poi raccontò tutto ai genitori. Per l’accusa di tentata violenza sessuale, oggi il Gup di Ancona Paola Moscaroli ha condannato alla pena, sospesa, di tre mesi un ragazzo campano, all’epoca diciottenne.

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I fatti risalgono al periodo compreso tra fine 2010 e inizio 2012. I giovani avevano allacciato un’affettuosa amicizia su Msn messenger. Così, tramite webcam, si erano lasciati andare mostrandosi nudi l’uno all’altro. Il gioco sarebbe andato avanti per qualche tempo prima che la ragazzina iniziasse a rifiutare di spogliarsi ancora. A quel punto, il fidanzato virtuale avrebbe tentato di forzarle la mano, millantando di avere foto di lei in abiti succinti e di pubblicarle in rete se non si fosse ancora spogliata per lui e non gli avesse mandato foto osè sul cellulare.  Circostanze per le quali l’accusa contestava all’imputato, difeso dagli avvocati Mario Del Savio e Federica Pagani, i reati di tentata estorsione, tentata violenza sessuale e induzione a partecipare a spettacoli pedopornografici. Per la prima accusa il ragazzo, come aveva infine chiesto il pm, è stato assolto. Per l’induzione di minore a spettacoli pornografici il Gup ha trasmesso gli atti alla procura dei minori in quanto nel periodo incriminato il giovane era ancora minorenne. La condanna a tre mesi è arriva per la tentata violenza: la ragazzina infatti si spogliò in chat. La difesa ha sostenuto l’assenza di presupposti per configurare i reati, la mancanza di un profitto per la tentata estorsione, la carenza di elementi per le altre due ipotesi. Probabile il ricorso in appello. La parte offesa avrà un risarcimento danni da quantificare però in sede civile.