Alessandra Mastronardi, una principessa italiana a Londra: “Non sono più solo la ragazza de “I Cesaroni”

Da sei anni è fidanzata con Liam McMahon, attore irlandese, e da un anno si è trasferita a Londra per vivere con lui… ma anche per costruirsi una carriera il più internazionale possibile. E ci è riuscita. Alessandra Mastronardi, 31 anni, per gli inglesi è Francesca la protagonista di “Master of None”, serie televisiva cult: “Per i registi italiani sono sempre la ragazza carina dei Cesaroni”, racconta l’attrice a Vanity Fair, a cui svela di essere nemica degli stereotipi e di avere un secondo lavoro…

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La vita privata? Con Liam ha molti progetti, compreso quello di una famiglia: “Non mi spaventa l’idea di dover conciliare famiglia e carriera, ma se deciderò di avere un figlio terrò la cosa il più privato possibile”. Nell’attesa la bella attrice cerca di trasformare Londra nella sua città: “Per stare veramente bene devono succedere delle cose, prima fra tutte: che chiami questa dove vivo la mia casa”. Quando parla di famiglia, figli e progetti per il domani si scopre italiana, ma molte cose del suo Paese non le rimpiange proprio. A cominciare dal modo di lavorare: “Quando ero a Roma mi sentivo obbligata a stare in certi posti, con certe persone a sapere tutto di tutti. Non mi faceva bene: sentivo di provare invidie gelosie, che qui non provo più”.
Per non parlare dei fidanzati italiani prima di Liam: “Mi hanno lasciato sempre loro, per il solo fatto che fossi nota”. Col suo corpo, bellissimo, dice di “aver sempre parlato” e l’unico complesso che ha, da quando ha cominciato a lavorare ne “I Cesaroni” è quello dell’altezza: “Sei piccola, credevamo fossi un donnone” era il commento più normale in Italia. In effetti commenta lei stessa: “AI ragazzi delle nuove generazioni devono aver dato qualcosa da mangiare che ai tempi miei non ci davano”.

Bruxelles, tra i feriti Chiara, giovane italiana: “Colpita dalla porta di un vagone della metro”

Tra gli italiani feriti nell’attentato di questa mattina nella stazione della metropolitana di Maelbeek, a Bruxelles, c’è Chiara Burla, una ragazza di 24 anni originaria di Varallo Sesia (Vercelli), ma da qualche tempo residente a Firenze.

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La giovane è rimasta colpita dalla porta di un vagone della metro, divelto dallo spostamento d’aria: ha riportato contusioni e ferite al torace ed al viso, ma in modo lieve, secondo quanto si è appreso dai suoi parenti. Medicata al pronto soccorso di un ospedale di Bruxelles, e già stata dimessa ed è tornata nell’appartamento che divide con altre ragazze.
Nel Vercellese vivono i suoi genitori: «Siamo riusciti a scambiare poche parole con nostra figlia subito dopo che abbiamo sentito le prime notizie degli attentati a Bruxelles – dice il padre della ferita, Diego Burla, ex sindaco di Sabbia (Vercelli) – ci ha tranquillizzato, dicendo che stava bene. Poi è diventato difficile parlare al telefono con chi stava in Belgio. L’aspettiamo a casa». Chiara si trova a Bruxelles da una decina di giorni per uno stage di danza – ha studiato all’Opus Ballet Centro Coreografico di Firenze – ed aveva già in programma di rientrare in Italia per le festività pasquali.

Pubblica un post a favore del Pkk: italiana di 24 anni arrestata in Turchia

Giovanna Lanzavecchia, una 24enne milanese, è stata fermata sabato sera dalla polizia turca in un internet café di Istanbul con l’accusa di aver pubblicato sui social network materiale di propaganda a favore del Pkk curdo, considerato da Ankara un’organizzazione terroristica.

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Giovanna Lanzavecchia si trova ora in un centro di detenzione per stranieri a Istanbul, in attesa di espulsione. La ragazza era giunta in Turchia da pochi giorni e alloggiava in un albergo di Sultanahmet. Le autorità consolari italiane stanno seguendo il caso. Secondo media turchi vicini ad ambienti governativi, è accusata tra l’altro di aver pubblicato foto di combattenti armati del Pkk. Oggi si celebra il Newroz, il capodanno curdo che rappresenta la ricorrenza più importante per la comunità. I festeggiamenti sono stati vietati in quasi tutta la Turchia – comprese Istanbul e Ankara – tranne che a Diyarbakir, la principale città curda nel sud-est.