Grande Fratello Vip, Valeria e Stefano a letto in manette

Il “Grande Fratello Vip” questa settimana ha una missione particolare per Stefano Bettarini: l’ex calciatore deve ammanettarsi a Valeria Marini. Dopo le tensioni degli ultimi giorni, i due saranno obbligati a vivere a strettissimo contatto e a risolvere i loro problemi.

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La ‘terapia’ sembra funzionare, la coppia si sdraia a letto insieme per rilassarsi un po’ e tra una chiacchiera e l’altra ritrova la complicità.
La diva e l’ex calciatore sono riusciti a trovare il giusto equilibrio per portare avanti la missione fino alla fine. Stefano e Valeria si sono goduti un momento di relax nella stanza degli ospiti, sdraiati uno vicino all’altro. Entrambi in finale, hanno ripercorso i momenti salienti della scorsa puntata e si sono interrogati sulle sorprese che li attendono nella puntata conclusiva.

Simona Izzo vs Belen :”E’ troppo facile ai colpi di fulmine. Per me sono colpi di scema!”

“Più che colpo di scena per me è un colpo di scema!”.
Non ha pelisulla lingua Simona Izzo che oggi pomeriggio a La Vita in Diretta si scaglia contro Belen Rodriguez.

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In studio con Giancarlo Magalli e stuzzicata da Cristina Parodi, la Izzo commenta il nuovo amore di Belen: Andrea Iannone.
“E’ troppo facile ai colpi di fulmine, ne ha uno ogni tre mesi, gli durano uno a copertina!” . La Parodi si dissocia, Magalli, invece dà la sua stoccata: “cerca l’uomo ideale, finché non lo trova li prova tutti. E’ una missione”.

Papa, 007 francesi rilanciano: “Rischio attacchi nel viaggio in Centrafrica”

Alla vigilia della partenza di Papa Francesco verso il continente africano, i servizi di sicurezza francesi continuano a inviare “avvertimenti” alla Segreteria di Stato vaticana sul pericolo concreto di azioni terroristiche nei giorni del viaggio apostolico del Papa: in particolare, il rischio attentati riguarda le giornate nella Repubblica Centrafricana. “Un Paese altamente insicuro sotto il profilo della sicurezza”, si legge negli alert.

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C’è forte preoccupazione, dopo gli attentati di Parigi, intorno al viaggio apostolico che il pontefice ha in programma dal 25 al 30 novembre in Africa. Francesco visiterà Kenya, Uganda e Repubblica Centrafricana e proprio nell’ultima tappa della missione, nella capitale Bangui, aprirà l’Anno Santo in Africa, durante la celebrazione nella cattedrale di domenica 29 novembre. L’indomani, poi, celebrerà messa allo stadio.
Gli avvisi dell’intelligence transalpina sono mirati e non riguardano solo la persona del pontefice. Si avverte, infatti, della possibilità che si possano verificare attentati da parte di qualche jihadista solitario tra la folla in piazza in attesa del Papa.
Francesco sarà a Bangui, ritenuta dagli 007 di Parigi, la capitale di un “Paese altamente insicuro sotto il profilo della sicurezza”, domenica 29 novembre intorno alle 10 del mattino. Subito, ci sarà la visita di cortesia al presidente dello Stato di transizione e l’incontro con la classe dirigente e con il corpo diplomatico. Alle 12.15 la visita in un campo profughi, seguito dagli incontri con i vescovi centrafricani e con gli evangelici. Alle 17, la Messa con il clero, i religiosi e i giovani nella Cattedrale di Bangui.
Lunedì 30 novembre Francesco incontrerà la comunità musulmana nella Moschea centrale di Koudoukou, a Bangui. Alle 9.30 la Messa nello Stadio del Complesso sportivo Barthélémy Boganda. Conclusa la celebrazione, la partenza alla volta di Roma.
Padre Lombardi: “Viaggio confermato, no nuovi motivi di allarme” – “Non ci risultano elementi nuovi di preoccupazione per cui il programma continua ad essere quello previsto. Il Papa spera vivamente di portare il suo messaggio di pace”. Così padre Lombardi, Direttore della sala stampa vaticana, ha commentato l’allarme lanciato dai servizi francesi.

La Nigeria nega il visto a Salvini, salta la missione della lega in Africa

«Aiutiamoli a casa loro». È il motivo che ha spinto, più volte, Matteo Salvini ad annunciare pubblicamente una missione di quattro giorni in Nigeria. Il segretario della Lega Nord lo aveva promesso prima dell’estate, poi ribadito in pieno agosto, suscitando polemiche e qualche critica.

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Aveva fissato anche una data: partenza il 29 settembre 2015 da Milano. Tutto rimandato. Alla fine, Salvini in Nigeria non ci andrà. Almeno non domani. Il segretario leghista, però, non ne ha colpa: la Nigeria, a sorpresa, gli ha negato il visto d’ingresso nel Paese. Lo ha spiegato lo stesso leader del Carroccio su Radio Padania: «Mi spiace perché ci avevo messo tempo, attenzione e passione ma se non mi mettono il timbrino…».
Scoppia un caso, politico più che diplomatico. Salvini, seppure con toni scherzosi e senza nominarlo, accusa Renzi di avergli messo i bastoni tra le ruote. «Non vorrei che qualcuno del governo italiano abbia detto di non farci partire…». Il Pd ironizza. «Non conosciamo i motivi della decisione delle autorità nigeriane ma e’ comprensibile che non siano accoglienti con un personaggio come Matteo Salvini e la sua conclamata xenofobia. Detto ciò spero che prima o poi possa andare e conoscere quella realtà», spiega il deputato Gero Grassi.«Con la sua valigia pronta – aggiunge – ce lo immaginiamo come un piccolo colonialista del secolo scorso: sprezzante con i neri, pronto a sfruttarne le risorse».
L’entourage di Salvini non commenta anche se lascia intendere che il leader della Lega proverà nuovamente a fissare una missione in Africa. Il più deluso è certamente Toni Iwobi, militante bergamasco di origine nigeriana e responsabile nella Lega del dipartimento per la sicurezza e l’immigrazione.