Rocco Siffredi piange a Verissimo: “Mio fratello è morto a 12 anni”

Un dolore molto grande ha segnato l’infanzia, e la vita, di Rocco Siffredi. Il pornoattore lo ha raccontato in diretta a Verissimo, ospite di Silvia Toffanin per presentare il documentario sulla sua storia in uscita in questi giorni.

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“I miei ricordi d’infanzia iniziano a 6 anni”, ha raccontato tornando con la mente al giorno fatale in cui suo fratello maggiore è morto: aveva 12 anni, ed è rimasto soffocato dopo una crisi epilettica. “Mi ricordo il giorno in cui tornando dall’asilo ho sentito dalla strada le grida di mia mamma in casa. C’era un clima tetro, nessuno parlava. Io non ho chiesto nulla. In camera, sdraiato sul letto, c’era mio fratello di 12 anni morto”.
Il dramma ha sconvolto l’intera famiglia Siffredi, soprattutto la madre che, racconta Rocco, “per i due anni successivi, ha continuato ad apparecchiare a tavola anche per lui”. Mentre racconta di quel giorn, quando si sfogò distruggendo tutti i palloncini rimasti in camera sua da una festa organizzata il giorno precedente, l’attore non riesce a trattenere le lacrime.

La gaffe di Raffaella Carrà a The Voice lascia tutti di stucco: “Bob Dylan morto 35 anni fa”

Raffaella Carrà ci ricasca con l’ennesima gaffe. Durante il secondo live di ‘The Voice of Italy’, talent musicale in onda su Rai2, ha scambiato Bob Dylan con Bob Marley, cui ieri ricorreva il 35esimo anniversario della morte.

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”Oggi è un giorno molto particolare – ha detto la coach, dopo l’esibizione di Joe Croci, che aveva cantato ‘Like a Rolling Stone’ di Bob Dylan – perché sono 35 anni che è morto Bob Dylan, e lui ha detto una frase straordinaria, ‘la bellezza della musica è che quando ti colpisce non fa mai male’ e questa è dedicata a Joe”.  Immediata la replica del giovane della squadra di Dolcenera che ha corretto Carrà affermando che “Bob Dylan è vivo”. Non è la prima volta che la ‘Raffa nazionale’ si lascia andare a gaffe clamorose. Qualche mese fa la showgirl si era rivolta a un concorrente di origini filippine con un saluto arabo.

La storia dietro la foto del bambino di 5 mesi che ha sconvolto il mondo: “Non ha pianto”

La mamma di Udai ha partorito il piccolo durante un bombardamento, per 20 giorni è riuscita ad allattarlo, poi, per la malnutrizione e lo stress non ha più avuto latte, né i soldi per comprare quello che sarebbe servito al suo bambino. Il piccolo è stato alimentato con acqua e zucchero, spesso acqua sporca, così ha iniziato ad avere forti attacchi di diarrea.

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Negli ospedali raccomandavano latte in polvere e altri provvedimenti però troppo costosi, così il piccolo, lottando con tutte le sue forze per la vita, non ce l’ha fatta ed è morto per disidratazione e malnutrizione. A 5 mesi pesava 2,4 chili. Dopo l’ultimo ricovero in ospedale i medici dissero loro che se non potevano dargli le cure necessarie non ci sarebbe più stata alcuna speranza, così la mamma e il papà lo hanno portato a casa, dove è morto 2 giorni dopo.

Uno sconosciuto le paga la spesa, lo cerca per ringraziarlo e fa una scoperta drammatica

La sua bambina di dieci mesi ha cominciato a piangere proprio mentre lei stava cercando disperatamente di far funzionare la sua carta di credito canadese in un supermercato in California. Ma la banca l’aveva bloccata: si era dimenticata di avvisare che era in viaggio con la famiglia.

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Allora ha provato a telefonare al marito per farsi portare dei contanti, ma la batteria del telefono ha ceduto proprio in quel momento. Intanto, la fila alle sue spalle cresceva spazientita.
Jamie-Lynne Knighten, una mamma 28enne con due figli piccoli e tanto sonno arretrato, era in una classica situazione di panico quando qualcuno è spuntato alle sue spalle e si è offerto di pagare il conto, circa 200 dollari, al suo posto. Jamie-Lynne non aveva mai visto prima quell’uomo, che le dice di chiamarsi Matthew e poco più. Il benefattore non vuole che gli venga restituito il denaro, ma semplicemente chiede alla donna di fare una buona azione a qualcuno che ne abbia bisogno appena se ne fosse presentata l’occasione. Lei ringrazia tra le lacrime e riesce a farsi indicare il luogo dove lavora. Questo accadeva il 10 novembre. Circa una settimana dopo, la donna ha provato a mettersi in contatto con il datore di lavoro di Matthew, che le ha risposto al telefono in lacrime: il dipendente era morto in un incidente d’auto, dopo meno di 24 ore dal suo gesto di generosità. “Ho pensato che avrei avuto sicuramente la possibilità di vederlo di nuovo, dargli un abbraccio e ringraziarlo almeno una volta in più di persona. Ora non potrò mai più farlo, ma soprattutto nessun altro avrà la possibilità di incontrarlo. E questo mi spezza il cuore”, ha raccontato la Knighten. La donna ha poi condiviso la sua storia in un post su Facebook, e con sua grande sorpresa questa sembra aver ispirato molte persone in ogni parte del mondo. “Ci sono persone che dicono di essere andate a pagare per altri in Scozia, Wisconsin, in Australia”.