Asia Argento: “Non sono perversa ma una madre sola, ecco cosa penso dei miei ex”

“Mi alzo la mattina alle sette, porto i figli a scuola, faccio ginnastica e faccio la spesa, tutto qui”: Asia Argento tiene a ricordare di essere una persona normale con una vita tranquilla. Ammette di essere una outsider, ma non una persona trasgressiva, nonostante la sua immagine sia legata, oltre che al padre Dario, anche alla famosa scena del bacio col cane, nel film “Go Go Tales” di Abel Ferrara.

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“Sono stata crocifissa, per quella scena. Era una scena che veniva richiesta dal film e l’ho fatta, ma non è che io sia una morbosa, una perversa”. L’attrice 41enne si sfoga in una intervista a “il Giorno”. Asia ha avuto una figlia da Morgan, Anna Lou, e un figlio dal regista Michele Civetta, Nicola Giovanni: “Sono una madre sola – continua – con i padri che non aiutano: non parlo di soldi ma di presenza. Ho trovato due uomini su due che non si prendono le loro responsabilità”.
Ora è legata allo chef Anthony Bourdain: “Sono felice. Finalmente un uomo, non un pappamolle. È colto, intelligente, mi lascia i miei spazi e dà rispetto e collaborazione. È una bella persona. Matura, ma non per l’età. Forse l’uomo matura verso i 50 anni, e la donna a 40. Io sto iniziando”.

Sasha Obama in bikini a Miami: la figlia dell’ex Presidente come una adolescente… normale!

Girls just wanna have fun! Le ragazze vogliono solo divertirsi. Lo storico brano di Cindy Lauper calza a pennello per Sasha Obama, 15 anni, la figlia più piccola dell’ex Presidente.

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Ora che papà Barack ha lasciato la Casa Bianca, anche lei può rilassarsi e tornare ad essere una adolescente come le altre. E non perde tempo. Finiti gli esami scolastici, che l’hanno costretta a perdersi il discorso d’addio del padre, eccola sulla spiaggia di Miami, in pantaloncini corti tribali e bikini blu con alcuni amici, pronta finalmente a tornare a vivere una vita… normale.

Abul, l’uomo albero, dopo 16 operazioni può finalmente abbracciare la sua bimba

Abul Bajandar aveva un solo sogno. Tornare ad avere un’esistenza normale. Una vita come quella di ogni papà del mondo che può prendere in braccio la propria bambina e tenerla stretta. Adesso quel desiderio è diventato realtà per il 27enne, meglio conosciuto come “l’uomo albero” a causa delle escrescenze che gli si sono sviluppate negli anni su mani e piedi: dopo 16 operazioni quel calvario sembra essere ormai alle spalle e Abul, che abita in un villaggio nel distretto meridionale di Khulna, si prepara a lasciare l’ospedale dopo un anno di degenza con sua moglie Halima e la sua bambina di 3 anni.

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L’uomo ha sofferto di una malattia chiamata Epidermodisplasia verruciforme, caratterizzata da un’infezione cronica alla pelle che provoca l’insorgere di escrescenze e squame sugli arti. I primi segni apparvero dieci anni fa, ma lui all’inizio non dette importanza a quei primi sintomi, pensando fosse semplicemente un’infezione della pelle. Con il tempo, però, quelle escrescenze, simili a rami, sono diventate enormi, tanto da renderlo invalido e incapace di potersi nutrire, lavare, vestire senza l’aiuto della famiglia.
Una situazione insostenibile dalla quale Abul sta lentamente venendo fuori grazie a un ospedale di Dhaka che si è offerto di operarlo gratuitamente, visto che lui, con il suo magro stipendio da conducente di risciò, non avrebbe potuto affrontare le cure mediche: adesso, dopo 16 operazioni e la rimozione di 5 chili di escrescenze su mani e piedi, si appresta a lasciare l’ospedale. «Il trattamento su Abul è stato una pietra miliare nella storia della scienza medica – ha detto Lal Samanta Sen, coordinatore del reparto di chirurgia plastica al Dhaka Medical College Hospital – Le mani e i piedi sono ormai quasi completamente a posto. Sarà dimesso entro i prossimi 30 giorni dopo un paio di interventi chirurgici minori per perfezionare la forma delle mani». Adesso per Abul si prospetta una vita nuova: dopo che la sua malattia è finita sui media di tutto il mondo gli sono arrivate parecchie donazioni per sostenere le spese dell’intervento. Ora con quella cifra aprirà una sua attività e potrà garantire un futuro alla sua bambina che, finalmente, riesce ad abbracciare: «Non ho mai pensato che sarei stato in grado di tenere la mia bambina con le mani. Ora mi sento molto meglio, posso giocare con lei e fare tutto ciò che non ho potuto fare prima. Ero così preoccupato di non riuscire a crescere mia figlia. Adesso spero solo che la maledizione non tornerà. Al momento penso solo che non vedo l’ora di tornare a casa».