L’ideatore del “Blue Whale” condannato a 3 anni e 4 mesi per istigazione al suicidio

È stato condannato a tre anni e quattro mesi di reclusione per istigazione al suicidio Philipp Budeikin, considerato uno degli organizzatori di Blue Whale, la sfida social in 50 prove che spingerebbe gli adolescenti ad atti autolesionistici fino al suicidio.

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Lo scrive il Moscow Times, secondo cui la sentenza è stata emessa lunedì da un tribunale della regione di Tyumen, in Russia. Budeikin è stato riconosciuto colpevole di istigazione al suicidio nei confronti di due ragazze di 16 e 17 anni. Il giovane era stato arrestato nel maggio dell’anno scorso nell’appartamento della madre, nella regione di Mosca. Budeikin aveva definito le sue vittime «rifiuti biologici».

Blue Whale, Matteo Viviani: “Falsi i video del servizio delle Iene”

Blue Whale, dopo il servizio denuncia de Le Iene non si parla d’altro: il drammatico gioco virale, diffuso tra gli adolescenti, che li spingerebbe a fare prove estreme fino a suicidarsi. La Iena Matteo Viviani aveva raccontato dei pericoli di questo gioco documentadoli con video e interviste delle mamme russe, perché proprio la Russia avrebbe dato origine a questo fenomeno.Oggi però, Selvaggia Lucarelli, con un articolo su Il Fatto Quotidiano, mostra qualcosa di inaspetatto sul servizio mandato in onda su Italia Uno, perché secondo lei, come avave anche anticipato sulla sua pagina Facebook, il Blue Whale “puzzava di bruciato”.

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La Iena Viviani nell’intervista ammette che le conversazioni con le mamme russe che avevano appena perso i figli e i video dei suicidi sono false.
«Me li ha girati una tv russa su una chiavetta e ammetto la leggerezza nel non aver fatto tutte le verifiche, ma erano comunque esplicativi di quello di cui parlava il servizio». Il servizio è diventato però virale, e come spesso accade l’emulazione è la prima fonte del problema, ma Viviani si è detto sereno: «Ieri sono andato in una classe e ho chiesto quanti conoscessero il Blue Whale prima del mio servizio. La metà degli alunni ha alzato la mano. Noi adulti ignoriamo parte del web, specie quella popolata dai giovanissimi. La polizia ha salvato una ragazzina che era quasi al cinquantesimo (e ultimo) giorno del gioco, quindi aveva iniziato prima della puntata». Molti sono stati i ragazzi salvati da questo gioco dalla polizia, e la iena respinge le accuse di aver innescato un meccanismo di emulazione con il suo servizio: «Non posso praticare l’omertà su un argomento e se ho contribuito a salvare anche una sola persona, il mio è stato un lavoro prezioso».

Pubblica un video sexy in un gruppo privato, poliziotta 26enne licenziata in tronco

Lei si chiama Kristina Negodina ed è una ragazza russa di 26 anni. Era un’agente di polizia fino a quando il suo comandante non ha visto il video che ha pubblicato in rete e ha deciso di licenziarla in tronco. Il filmato in questione era una sorta di sexy dance che Kristina Negodina aveva eseguito di fronte alla sua webcam: movimenti sensuali, curve bene in mostra e pose ammiccanti.

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Tutto questo non è piaciuto al comando di polizia e ora Kristina ha dovuto trovare una nuova professione.  Dato il gran clamore che il caso ha sollevato in Russia, qualcuno si è accorto delle ‘doti’ della ragazza e ha deciso di darle una nuova opporturnità: attualmente Kristina Negodina è una spogliarellista professionista. Nonostante abbia trovato un nuovo lavoro, Kristina vuole citare in giudizio il comando di polizia per averla licenziata senza una giustificazione valida. “Sono davvero entusiasta della mia nuova professione – ha ammesso Kristina Negodina -. Il licenziamento che ho subìto è illegale e ho molte prove che lo testimoniano. Porterò questo caso in tribunale e la verità verrà a galla”, ha concluso la ragazza.

Uccide la sorella 17enne con 140 coltellate “L’ho mutilata, ero gelosa di lei”

Uccisa e mutilata a soli 17 anni per mano della sorella, gelosa della sua bellezza e del suo successo. La modella Stefania Dubrovina è stata trovata con gli occhi cavati e le orecchie tagliate morta in terra, trafitta da 140 coltellate nell’appartamento di un uomo a San Pietroburgo, in Russia.

1585495_modella-uccRea dell’aggressione la sorella maggiore della 176enne, la 19enne Elizaveta. Le due erano andate a casa di quest’uomo per una festa e quando lui si è assentato per andare a comprare gli alcolici la sorella maggiore, ingelosita per le attenzioni che l’uomo rivolgeva a Stefania, l’ha uccisa. Secondo quanto riporta Metro, la sorella è stata arrestata dalla polizia e la famiglia delle ragazze si è detta scioccata per quanto accaduto.

“Voglio una birra”. Paziente esce dall’ospedale a -16 °C dopo l’intervento chirurgico

Era troppo forte la sua voglia di bere una birra che nemmeno la flebo l’ha fermato. Se l’è staccata ed è uscito dall’ospedale con solo le lenzuola addosso sfidando i -16 °C della fredda Russia. È accaduto a Sayanogorsk nella Repubblica di Khakassia. L’uomo, riporta il Siberian Times, aveva appena subito un’operazione e avrebbe dovuto essere trasportato in terapia intensiva.

birra “Posso avere una birra?” aveva chiesto agli infermieri che, trattendo una risata, si erano limitati a ribadire più volte un no secco. Un divieto che non è piaciuto al paziente che ha pensato di scappare. Si è alzato e ha iniziato a correre per il corridoio, dribblando la sicurezza e riuscendo a uscire. La fuga si è conclusa comunque a pochi isolati dalla struttura sanitaria.  A chiamare la polizia sono stati i proprietari del negozio. L’uomo, che “chiedeva insistentemente una birra”, non è passato inosservato ed è finito vittima degli scatti con gli smartphone di numerosi clienti che hanno condiviso il loro insolito incontro sui social network. Dopo aver vissuto i suoi ‘quindici minuti di celebrità’, è stato riportato in ospedale, dove è in atto un’indagine per capire se c’è stata una falla nel sistema di sicurezza.

Isis, Putin a Hollande: “Francia e Russia insieme contro il terrorismo”

Colloqui costruttivi: così Putin ha definito l’incontro con Hollande al Cremlino, ricordando in una conferenza stampa comune trasmessa in diretta tv la «nostra tragedia comune» e «l’intenzione di trovare e punire i colpevoli».

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Per combattere contro l’Isis «sarebbe meglio creare una coalizione comune», ma in caso contrario la Russia è pronta «a lavorare anche in un altro formato che sia accettabile per i suoi partner». E per arrivare ad una risposta comune, la cooperazione con la Francia è un passo verso la creazione di una coalizione internazionale. Con la Francia, la Russia condividerà informazioni sui raid in Siria. «Chi usa i doppi standard col terrorismo ed è coinvolto in attività criminali con lo Stato islamico sta giocando col fuoco», ha aggiunto Putin. Visioni diverse, invece, sul futuro di Assad: secondo Hollande «Assad non può avere alcun ruolo» nel futuro della Siria. Putin precisa invece che il destino di Assad dovrebbe essere nelle mani del popolo siriano. Si è discusso anche della situazione in Ucraina nell’incontro al Cremlino tra Vladimir Putin e Francois Hollande e si è concordato sulla necessità di rispettare gli accordi di Minsk.