Corea del Nord, la soldatessa choc: «Stupri e violenze, non avevamo più il ciclo»

Dopo il caso del disertore nel cui addome è stata trovata un’intera colonia di parassiti, arrivano nuove rivelazioni sulle condizioni di vita dei militari nordcoreani, soprattutto sulle donne. Stupri, violenze di ogni genere e «addestramenti talmente duri che nessuna di noi aveva più il ciclo».

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È questo il racconto di Lee So Yeon, che per sette anni ha fatto parte dell’esercito di Kim Jong-Un, dopo essersi arruolata volontariamente.
Le donne erano costrette a ogni tipo di violenza, dovevano effettuare gli stessi allenamenti degli uomini, ma in più anche cucinare e pulire. Lee So Yeon, 41 anni, ha deciso di parlare solo ora, dopo che le notizie sulla povertà, malnutrizione e condizioni igieniche più che precarie del paese, iniziano a filtrare. Arruolatasi a 17 anni, Lee So Yeon ha raccontato la giornata tipo di una donna militare al servizio della causa di Pyongyang. «Nelle nostre camere c’erano le foto di Kim Jong-Un e del nonno Kim il-Sung. «Non avevamo a disposizione acqua calda, solo un tubo connesso a una sorgente montana, da cui usciva di tutto, persino serpenti, a volte». I materassi fatti di riso «ci facevano sudare tanto, l’odore era insopportabile, l’igiene non esisteva». Il problema era già noto, tanto da costringere Pyongyang nel 2015 ad annunciare la distribuzione di assorbenti tra le unità femminilil. Un annuncio però disatteso, tanto da scatenare la protesta della ong Radio Free Asia.
«Dopo alcuni mesi di servizio, quasi tutte noi non avevamo più il ciclo a causa della malnutrizione e dello stress, ma alcune erano sollevate. Anche perché così avevamo un problema in meno da affrontare». Dopo i sette anni di servizio previsti, Lee So Yeon ha lasciato le truppe di Kim.

Sharon Stone, a 59 anni accende ancora il… “Basic Instinct”

Non ha perso niente del fascino e del sex appeal di quando accavallava le gambe nel cult movie “Basic Instinct” e a 59 anni Sharon Stone è ancora bellissima e super sexy come allora. Sul suo profilo Instagram l’attrice ha condiviso il dietro le quinte di un servizio fotografico per GQ Italia in cui balla sul set dello shooting muovendosi sensualmente sulle note di un brano R&B delle TLC “Waterfalls”…

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I capelli al vento, stivali neri al ginocchio e shorts che mettono in risalto le sue gambe sinuose.
Era il 1992 quando l’attrice accendeva i bollenti spiriti con alcune scene, diventate leggenda, del film “Basic Instinct”, diventando una vera e propria icona di sensualità e ricevendo la nomination come miglior attrice protagonista ai Golden Globe e ai Premi BAFTA. Da allora sono passati 25 anni, ma in quanto a sensualità ed eleganza Sharon è ancora in grado di dare lezioni a moltissime sue colleghe. Pochi giorni fa ha postato uno scatto in bikini, che ha lasciato tutti senza fiato: pancia piatta, seno invidiabile e forme scolpite.
Nel suo ricco curriculum sfoggia grandi personaggi da Woody Allen, con cui “debuttò” nel 1980 come comparsa in “Stardust Memories” a Martin Scorsese (1995), con cui lavora in “Casinò” e che le frutta un Golden Globe come migliore attrice e la sua prima e unica nomination al Premio Oscar.
Per il suo ruolo nel dramma “Basta guardare il cielo” (1998) e nella commedia “La dea del successo” (1999), la Stone riceve la sua terza e quarta nomination ai Golden Globe, mentre nel 2004 vince il Premio Emmy per la sua partecipazione nella serie televisiva “The Practice”. E poi ci sono anche “Catwoman” e “Codice Homer” e nel 2006 “Basic Instinct 2”, che non ha tuttavia ottenuto il successo sperato, e ancora, tra gli altri, “Gigolò per caso”, diretto e interpretato da John Turturro insieme a Woody Allen e Vanessa Paradis.
Presto la vedremo in “What About Love” e in “A Little Something For Your Birthday”, ma prima la potremo ammirare nel servizio bollente di GQ Italia, ancora per tutti, una delle donne più sexy del pianeta.

Blue Whale, servizio choc delle Iene. Il gioco dell’orrore ha ucciso 157 ragazzi (e forse è già in Italia)

Blue Whale, il gioco del suicidio ha un solo obiettivo, la morte. Un “challenge” macabro che ha sconvolto gli spettatori de “Le Iene” nella puntata del 14 maggio mettendoli di fronte a una realtà che coinvolge ragazzi sempre più giovani attraverso regole dettate da sconosciuti tramite i social network.

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Così come le balene azzurre, per morire, decidono di suicidarsi arenandosi sulla spiaggia, così anche gli adolescenti, sobillati da veri e propri criminali presenti sui social, decidono di accettare 50 sfide, sempre più estreme, che li trasformano e li portano fino alla depressione. Se la regola generale è quella di non dire nulla ai genitori, pena pesanti ritorsioni sui propri cari, l’ultima sfida, quella finale, è il suicidio, ovviamente facendosi riprendere in video dagli amici per poter avere una testimonianza.
Anche ‘Le Iene’ si sono interessate al fenomeno e Matteo Viviani si è recato in Russia, dove i casi di suicidi tra adolescenti che avevano partecipato a questo ‘gioco’ social hanno raggiunto picchi difficilmente immaginabili e comprensibili. Diverse indagini hanno portato all’arresto di un 22enne studente di psicologia, ritenuto l’ideatore del ‘gioco’. Tra le vittime, centinaia di bambini e ragazzi di età compresa tra i nove e i 16 anni.
La ‘Iena’ ha deciso di intervistare le mamme e i parenti di alcune adolescenti che, per salire al terzo livello del ‘Blue Whale’, si sono lanciate nel vuoto dai tetti di vari edifici e grattacieli. «Sembravano tranquille, anche il giorno in cui hanno deciso di suicidarsi hanno fatto quello che facevano tutte le mattine» – spiegano in lacrime alcune mamme – «Ci sono persone che garantiscono ai ragazzi di ‘salvarli’ dai problemi che li affliggono, ma i nostri figli non soffrivano di depressione, erano giovani, solari e pieni di vita. Partecipare a quel ‘gioco’ li ha cambiati e portati alla morte».
Il macabro gioco della balena blu si è già diffuso a macchia d’olio: dalla Russia ha raggiunto il Brasile, ma anche Francia e Inghilterra. In Italia, il caso di un ragazzino suicida a Livorno che si è lanciato nel vuoto dal 26° piano del grattacielo cittadino, fa temere che la Blue Whale sia arrivata anche qui: Matteo Viviani ha intervistato un compagno di classe del 15enne, che ha raccontato di come l’amico fosse apparentemente non intenzionato a togliersi la vita, ma che raccontava di avere abitudini strane, come andare a correre in piena notte, e l’abitudine di guardare film dell’orrore per adempiere a delle “missioni” dettate dalle regole di un gioco online.
Il pericolo è tangibile e da non sottovalutare: nella sola Russia sono 157 i ragazzini morti suicida nell’ultimo anno. E’ molto importante utilizzare computer e social network in compagnia dei prorpi figli, e fare attenzione a segnali che sembrerebbero trascurabili, come la scoperta di disegni di balene tra i quaderni dei ragazzini.

Le Iene, “La storia shock di Alice che ha sconvolto il web”

“Il servizio che state per vedere racconta di un mondo così tanto allucinante che a tratti sembra surreale. Noi stessi prima di realizzarlo ci siamo chiesti più volte se fosse il caso ma alla fine abbiamo deciso comunque ad andare fino in fondo, perché riteniamo giusto e doveroso accendere ancora una volta i riflettori su un problema che spesso proprio a causa del disgusto che si prova di parlare viene messo in secondo piano.

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Stiamo parlando di violenza abusi e torture. Inflitte a bambini piccolissimi a volte appena nati per questo le interviste che sentirete hanno dei contenuti molto forti che potrebbero darvi fastidio quindi se non siete dell’ idea lasciate stare”. Matteo Viviani introduce così il servizio che è andato in onda ieri sera a “Le Iene”, un racconto dai toni forti e surreali che ha lasciato tutti disorientati. Protagonista di questo servizio è Alice che spiega a Viviani quello che ha subito da piccola … o che crede di aver subito. Mai come in questo caso il condizionale è d’obbligo. Proprio Alice prima di dare voce ai suoi ricordi specifica che sono riaffiorati alla sua memoria improvvisamente “come un sasso che cade e che scatena una vera e propria frana”. Una storia davvero inquietante fatta di streghe, di un set e di neonati uccisi. Anche su twitter non sono mancati i commenti degli utenti increduli. Lo stesso Viviani ha rivelato che molte persone coinvolte nel racconto di Alice non sono potute intervenire in trasmissione per via di un procedimento giudiziario ancora in corso. “Abbiamo contattato le persone del racconto – spiega la Iena – per sapere cosa ne pensano e come si sono comportati in relazione a quello che ci ha raccontato Alice ma non possiamo farlo perché la magistratura su questo caso sta ancora indagando e comunque, per quanto assurdo e allucinante possono sembrar le storie ci ha descritto, il mondo che si nasconde dietro la malata perversioni di alcuni individui è reale”.

Selena Gomez in topless su GQ, servizio hot per il magazine americano

1670261_selenaSelena Gomez bollente per GQ. Il nuovo numero della rivista include infatti un servizio “hot” con la cantante del momento in abiti succinti se non addirittura in… topless.

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Selena ha parlato della propria infanzia, sottolineando come ora sia più matura, dopo la rottura con Justin Bieber (finalmente superata) e come non rinneghi le scelte che ha fatto in passato. Una 23enne molto più matura della sua età, come gli scatti dimostrano.

In perizoma di pizzo e reggiseno super sexy: “Era seduta sul pontile in mezzo alla gente”

All’inizio nessuno stava capendo cosa stessa facendo quella misteriosa donna, vestita soltanto di perizona di pizzo e reggiseno davvero succinto che sedeva sulla staccionata del pontile di Castlefield, vicino Manchester.

1638022_oooPoi però, dopo aver attirato l’attenzione di migliaia di utenti sul web, che hanno fatto circolare insistentemente la sua foto, è uscita allo scoperto e si è palesata. Si chiama Rebecca Griffiths, ha 28 anni e stava posando per un servizio fotografico: si avete capito bene. Diciamo che il web è caduto in un grande equivoco: lei stava soltando facendo il suo lavoro di fotomodella.  “Stavo posando per un fotografo, mio amico, in lingerie.

Rebecca Griffiths : E’ la prima volta che lo faccio e avevamo scelto il suggestivo Castlefield, vicino Manchester. Un sacco di persone si fermavano a fissarmi: si formavano piccole folle. Per me è stata sicuramente un’esperienza, non mi aspettavo tanto clamore”.