Salvini tradito, Sgarbi choc: “È stata tutta una sceneggiata. Ecco la verità…”

MILANO – A mettere un po’ di pepe sul presunto tradimento più piccante dell’estate ci pensa Vittorio Sgarbi. Il critico d’arte, in un’intervista al settimanale Chi, dice la sua sulla storia Salvini-Isoardi e lascia tutti senza parole: “È stata tutta una sceneggiata, ecco perché…”.

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Come riporta il sito ilGiornale, Sgarbi ritiene che quello di Elisa Isoardi – paparazzata a Ibiza mentre baciava un avvocato romano – più che un tradimento sia stata “una vendetta”.
“Mi son chiesto – spiega Sgarbi – così ingenua la Elisa? Così distratta da non poter amoreggiare in segreto? La sua mi è sembrata, invece, una dichiarazione di guerra, una vera e propria sceneggiatura concepita nel dettaglio. Le donne non sempre agiscono per istinto, ma conoscono meglio dei maschi il sapore della vendetta. Perché tanta crudeltà? Ma senza dubbio perché, come mi dicono i miei informatori, l’incontro con la marocchina Ahlam El Brinis in una discoteca veneta il 7 giugno aveva avuto un seguito privato anche se probabilmente non compiuto. Sui social l’episodio era stato commentato così: ‘Matteo Salvini sedotto dalla sexy modella marocchina’. La Isoardi, come ogni donna, ha pensato il peggio, non limitando l’interesse di Matteo a una forma di pura ammirazione e ha coltivato il legittimo sospetto. Poi, nel dubbio, si è vendicata. Che Salvini l’abbia fatto o non l’abbia fatto, la lezione c’è stata. E, avendola compresa, lui, con una straordinaria testimonianza di signorilità e autocontrollo, ha avuto il coraggio di non incazzarsi e di rinnovare a Elisa il suo amore: ‘Sono felicemente e serenamente insieme a Elisa… Come tante coppie noi viviamo gioie e problemi che risolviamo parlando tra di noi e non sui giornali. Quindi mettetevi l’anima in pace: ci vogliamo bene”.
Che ci sia davvero un lieto fine? Staremo a vedere…

Matteo Salvini tradito, il leader della Lega rompe il silenzio: “Ecco la verità…”

MILANO – Matteo Salvini torna a parlare. Dopo il tradimento della fidanzata Elisa Isoardi, paparazzata da Chi a Ibiza mentre baciava un avvocato romano, il leader della Lega rompe per la prima volta il silenzio e dice la sua.

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Come riporta Blitz, Salvini è stato intercettato a Bellagio sul lago di Como dal giornalista di Novella 2000 Carlo Mondonico, al quale ha confessato: “Elisa Isoardi? Non riesco ancora a parlarne… Per favore non ci riesco neanche adesso, non me la sento di dire cosa penso e cosa provo. Sentiamoci in un altro momento. Scusami, so che puoi capirmi”.
Insomma, il cuore del leader del Carroccio pare che sia proprio in frantumi…

Antonella Mosetti difende Asia Nucciatelli: “La criticano gelose e obese”

“La verità? A tutto questo veleno, personalmente, ci sono abituata.
In fondo son ventidue anni che faccio televisione”. Antonella Mosetti prende le difese della figlia Asia Nucciatelli, ultimamente sotto tiro delle critiche sui social per il suo repentino cambiamento fisico: “Asia, invece – ha spiegato ad Alessio Poeta che l’ha intervistata per Gay.it. – ci si sta abituando pian piano.

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Ha cominciato a capire che più parlano male e più lascia il segno. Quando ci si espone al grande pubblico si sa come va a finire: arriva tanto affetto, ma anche tanta cattiveria gratuita. Purtroppo, in questo mondo, c’è gente che si alimenta solo di quella”.
Gli attacchi ora sono molti (“Ora, sui social, le stanno dicendo di tutto, persino che sembra Loredana Lecciso. Lei è una ragazza adorabile. Ha una mentalità molto aperta, studia, viaggia, è piena di amici ed è sicuramente molto più matura delle sue coetanee”) e a spingerli per Antonella sarebbe la gelosia e l’aspetto fisico: “Gelosia. Quando una è seguita, affermata, intelligente e ricopre un ruolo importante nella società, inevitabilmente attira solo quella. Se sei bella e stupida, piaci. Se sei bella e intelligente, dividi. Quelle che l’attaccano sono tendenzialmente tutte obese, insoddisfatte e prive di buon gusto”.

James Hewitt, l’amante di Diana, rivela: “Sono il padre di Harry? Ecco la verità”

James Hewitt, uno degli amanti della principessa Diana, risponde per la prima volta ai rumors secondo i quali sarebbe stato lui il padre biologico di Harry. Avvalorati anche dalla somiglianza In esclusiva per il Sunday Night australiano, Hewitt risponde alla domanda diretta della conduttrice: “Non sono il padre di Harry”.

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Hewitt, 57 anni, vive nel sud dell’Inghilterra. Fu comandante durante la guerra nel Golfo e fece innamorare Diana nel 1986. La relazione durò 5 anni e fece impazzire i giornali dell’epoca che iniziarono a ipotizzare che il secondogenito di Lady D fosse figlio di Hewitt, da cui avrebbe ripreso i capelli rossi. Ed ora la verità.

Tiziana Cantone, sbloccato l’iPhone: nei messaggi la verità su suicidio e video hot

I carabinieri sono stati precisi: hanno «scavato» in maniera chirurgica perché già sapevano che in quell’iPhone 5 ci sarebbe stata la verità. L’hanno trovata intatta, tra i messaggi vocali di Tiziana Cantone registrati prima che si lasciasse morire impiccata all’attrezzo da ginnastica della tavernetta.
E per aprire il cellulare di Tiziana Cantone è stato usato un trucco informatico identico a quello utilizzato dall’Fbi per aprire lo smartphone del killer di San Bernardino. Niente spedizioni di telefoni oltre Oceano, niente richieste di aiuto alla Apple. Solo tecnica e algoritmi.

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Si compone così l’ultimo anello della catena di un’indagine per istigazione al suicidio di Tiziana che non vede ancora nessun indagato, ma punta dritto verso la definizione del ruolo dell’ex fidanzato Sergio Di Palo. Una storia che corre sul filo della rete internet: prima con la condivisione dei filmati hot della bella trentunenne di Mugnano di Napoli – protagonista di giochi sessuali con alcuni uomini – finiti in pasto alla rete, poi la negazione da parte di Whatsapp di fornire il brogliaccio dei messaggi agli avvocati di quattro ragazzi di Battipaglia accusati da Tiziana di aver diffuso i video con scene di sesso e, infine, i segreti nell’inviolabile cellulare che lei aveva spento prima di suicidarsi.
Sembrava una storia destinata all’archiviazione e, invece, i carabinieri della sesta sezione telematica del comando di Napoli, coordinati dal maggiore Alfonso Pannone, sono riusciti a riannodare i fili di una vicenda scioccante e hanno sbloccato l’iPhone con un attacco «brute force» senza attivare la funzione di sicurezza di iOS che avrebbe cancellato tutti i dati dopo 10 tentativi errati. Il quadro è chiuso. Sul cellulare della povera Tiziana sono comparse, agli occhi dei carabinieri e del perito Carmine Testa, le telefonate fate prima di morire, i messaggi con l’ex fidanzato Sergio che si sarebbe rivolto a lei con una battuta triviale durante una lite e, infine, lo sfogo di Tiziana con un altro ex fidanzato, precedente alla storia con Sergio. Fino all’ultimo messaggio che lascerebbe presagire il gesto per lei sublime che doveva cancellare tutto. E invece, il suicidio ha rivangato un passato che doveva passare, finendo sui giornali e nei talk show come esempio di «martirio» da interne. La procura di Napoli nord con a capo Francesco Greco ha, nelle sue mani, anche il materiale informatico depositato ai militari di Napoli da Mirko Rivola, il mago dell’infiormatica I militari, coordinati d sono stati capaci di entrare nel sistema informatico attraverso il quale hanno inserito un «bug», tecnicamente un baco che è penetrato nel telefono cellulare con una combinazione di numeri provati e riprovati all’infinito, bypassando la Apple e i suoi sistemi operativi.

Pubblica un selfie sul profilo Facebook del marito: poi l’amara verità nei commenti

I “panni sporchi” non si lavano in pubblico, ma sui social è tutto sdoganato: sesso, amore e tradimento. Il selfie osè di Ashleigh Dempster sulla bacheca Facebook del marito Tim McGowan ha scatenato una vera e propria “bufera”. La foto era accompagnata dalla didascalia “Da parte della tua mogliettina sexy, con amore”. Tra i commenti sotto l’immagine anche quello di una donna che l’accusava di aver tradito il coniuge con suo cugino carnale.

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La storia è stata pubblicata da un amico della coppia sul sito Imgur e gli screenshot della foto di lei e dei post sono diventati virali. C’è anche il commento della loro amica che la offende e l’accusa di aver tradito il marito con suo cugino. La moglie allora si difende e ammette di aver avuto una notte di passione, ma anche di aver confessato tutto al marito. Il marito entra nella conversazione e spiega di averla perdonata. Nessun lieto fine però perché sembra che la moglie lo abbia lasciato. Qualche tempo dopo sui social è apparso il post di Tim: “Mi ha lasciato per andare a vivere con suo cugino“. Il commento dell’amica che inizia con l’insulto “pu******” e prosegue: “Ti ho chiamata così perché hai tradito tuo marito sco***** col tuo cugino carnale e ora pubblichi una foto di te seminuda sulla sua bacheca”. Ashleigh non si difende, ma ammette candidamente il tradimento:
“Si l’ho tradito con mio cugino. Chiamani anche disfunzionale quanto vuoi, non mentirò su questa cosa”. Gli utenti a quel punto si dividono così tra chi è con lei e chi è contro, ma a sedare gli animi ci pensa lo stesso marito tradito, che scrive.
Infine il commento del marito: “So bene cosa è successo e non crocifiggerò mia moglie e la lascerò perché ha fatto un errore. L’amore è anche perdono e rimango con lei perché la amo”.

Ambra e il suo nuovo amore, la verità che lascia i fan senza parole

Probabilmente un bluff per divertirsi con i paparazzi.  Ambra Angiolini lo aveva presentato come il suo nuovo amore, dopola dolorosa separazione da Francesco Renga. Ma Lorenzo Quaglia, modello e agente, è invece un suo vecchio amico.

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A rivelare l’indiscrezione è il settimanale ‘Vip’, che nel numero in edicola venerdì pubblicherà una foto dei due risalente a ben 20 anni fa. “In questa immagine c’è l’Ambra dei tempi di ‘Non è la Rai’- si legge sul settimanale – e un ragazzo con i capelli lunghi e lo sguardo furbetto che altri non è se non l’attuale fidanzato dell’attrice”. La foto, scovata sbirciando nelle pagine social di Quaglia, racconta di un’amicizia che, due decenni dopo, è diventata passione. “Insomma, altro che colpo di fulmine – commenta ‘Vip – i due sono amici da una vita!”

Si droga e allatta la figlia di 4 mesi. la piccola finisce in ospedale, poi la giustificazione choc

Fa uso di cocaina e poi allatta la figlia, ma la bimba di 4 mesi finisce in ospedale. È accusata di aver somministrato droga alla figlia Krystin Sorich Lisaius, 26enne dell’Arizona ex reporter di una tv locale. I fatti risalgono allo scorso 15 maggio quando la bimba è diventata letargica dopo la poppata.

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Preoccupati Krystin e il suo compagno e padre della piccola, Som Lisaius, 42 anni, anch’egli noto in televisione, hanno trasportato la bambina in ospedale dove le analisi hanno mostrato la presenza di cocaina nel sangue.  Inizialmente i genitori hanno negato l’autorizzazione alle analisi del sangue e agli esami tossicologici, ma dopo diverse insistenze è emersa ai medici la verità choc. «In nessun momento, i genitori hanno detto al personale ospedaliero che la madre aveva fatto uso della sostanza stupefacente la sera prima e la donna ha continuato ad allattare al seno la bimba mentre era in ospedale», ha raccontato un detective al Daily Mail. La mamma ha negato sulle prime di aver fatto uso di droghe, ma alla fine ha ceduto e ha ammesso di aver preso la cocaina durante una cena tra amici e di aver poi allattato la bambina. «Non credevo che dopo 12 ore dall’assunzione della droga ci sarebbero state conseguenze per la piccola», ha ammesso Krystin. I due sono stati arrestati e il prossimo 28 luglio saranno processati. La bimba, invece, è in fase di recupero, ed è stata affidata alla nonna materna.

La verità choc sui migranti, tra stupri e torture. Amnesty: “Da loro particolari agghiaccianti”

Amnesty International ha raccolto orribili testimonianze di violenza sessuale, uccisioni, torture e persecuzione religiosa, che confermano la scioccante dimensione degli abusi che migranti e rifugiati subiscono affidandosi ai trafficanti nel percorso verso la Libia e all’interno di questo paese. L’organizzazione per i diritti umani ha parlato con una novantina di migranti e rifugiati nei centri d’accoglienza della Puglia e della Sicilia.

A baby from Ethiopia sits in the middle of women from Ethiopia and Eritrea who pray and sing together during Sunday mass at the makeshift church in "The New Jungle" near Calais

Queste persone, arrivate in Italia dalla Libia nei mesi precedenti, hanno denunciato abusi da parte di trasportatori, trafficanti, gruppi armati e bande criminali. «Questi migranti e rifugiati hanno raccontato, con particolari agghiaccianti, l’orrore che sono stati costretti a subire in Libia: rapimenti, detenzione in carceri sotterranee per mesi, violenza sessuale, pestaggi, sfruttamento, uccisioni», ha dichiarato Magdalena Mughrabi, vicedirettrice ad interim del programma Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty International. «La loro testimonianza fornisce un quadro terrificante di ciò da cui chi arriva in Europa ha cercato disperatamente di fuggire». Centinaia di migliaia di migranti e rifugiati – attualmente oltre 264mila secondo l’Organizzazione internazionale delle migrazioni – si trovano in Libia, per lo più provenienti dall’Africa sub-sahariana, in fuga da guerre, persecuzione e povertà estrema e spesso in cerca di salvezza in Europa.  Secondo l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, circa 37.500 sono i rifugiati e i richiedenti asilo registrati, la metà dei quali siriani. «Nessuna persona in cerca di protezione dovrebbe andare incontro a rapimenti, torture e stupri in Libia. La comunità internazionale dovrebbe impegnarsi al massimo per assicurare in primo luogo che i rifugiati non si dirigano in Libia. L’Unione Europea e i governi su scala mondiale dovrebbero incrementare di gran lunga il numero dei reinsediamenti e dei visti umanitari in favore dei rifugiati più vulnerabili che si trovano in condizioni difficili e hanno poche prospettive future nei paesi prossimi al loro in cui sono fuggiti», ha commentato Mughrabi. Nonostante la formazione di un Governo d’accordo nazionale, sponsorizzato dalle Nazioni Unite, in alcune parti della Libia tra cui Bengasi, Derna e Sirte si continua a combattere. «Le autorità libiche devono prendere misure urgenti per ristabilire la legge e proteggere i diritti dei migranti e dei rifugiati. Il governo sostenuto dalla comunità internazionale ha preso impegni per il rispetto e il rafforzamento della protezione dei diritti umani: ciò significa che ha il dovere di chiamare a rispondere i responsabili degli orrendi crimini che avvengono sul suo territorio», ha sottolineato Mughrabi.   Grazie all’assenza di legge e alla violenza che continuano ad affliggere il paese, lungo la rotta sud-nord, dal deserto ai porti del Mediterraneo, si è imposto un redditizio traffico di esseri umani. Inoltre, almeno 20 delle persone intervistate da Amnesty International hanno riferito episodi di violenza da parte della guardia costiera e nei centri di detenzione della Libia. Molti migranti e rifugiati hanno descritto gli abusi subiti in tutte le fasi del viaggio, dall’arrivo in Libia fino a quando hanno raggiunto le città costiere del nord. Altri hanno raccontato di aver vissuto nel paese per anni, fino a quando si sono trovati nella necessità di fuggire a causa della violenza e delle minacce di bande di criminali, della polizia o dei gruppi armati.  Amnesty International aveva denunciato violenze da parte di trasportatori, trafficanti e gruppi armati già nel 2015, in un rapporto intitolato ‘Libia, un paese pieno di crudeltà’. La maggior parte delle persone con cui Amnesty International ha parlato ha denunciato di essere stata vittima di tratta di esseri umani. I migranti e i rifugiati sono presi dai trafficanti appena entrati in Libia o vengono venduti alle bande criminali. Parecchi di loro hanno riferito di pestaggi, stupri, torture e sfruttamento. Alcuni hanno assistito a uccisioni da parte dei trasportatori, altri hanno visto compagni di viaggio morire a causa delle malattie o dei maltrattamenti subiti.   «Quando arrivi in Libia, quello è il momento in cui inizia tutto, quando cominciano a picchiarti», ha raccontato Ahmed, 18 anni, proveniente dalla Somalia e arrivato in Libia nel novembre 2015 attraverso il Sudan. I trasportatori si rifiutavano di dare da bere e a volte sparavano a chi supplicava un goccio d’acqua, come è successo a un gruppo di siriani che stava morendo di sete. Il 28 giugno il Consiglio europeo ha approvato l’estensione per un ulteriore anno dell’operazione navale ‘Sophià nel Mediterraneo centrale, mantenendo l’obiettivo di contrastare i trafficanti e aggiungendovi quelli della formazione e dello scambio di informazioni con la guardia costiera libica e del controllo sul rispetto dell’embargo sulle armi alla Libia.  «L’Unione europea dovrebbe occuparsi meno di tenere migranti e rifugiati fuori dalle sue frontiere e concentrarsi maggiormente sulla messa a disposizione di percorsi legali e sicuri per coloro che sono intrappolati in Libia e cercano salvezza altrove. La priorità deve essere quella di salvare vite umane e per farlo occorre destinare risorse laddove servano per impedire ulteriori tragedie», ha concluso Mughrabi.

Belen e Stefano: “Lei lo rivuole, ma lui la rifiuta”, la verità sulla crisi di coppia

Il settimanale “Novella 2000” ha raccontato che Stefano non sarebbe intenzionato a recuperare il rapporto con l’ex moglie. Il carattere forte di Belen e successo di lei, che lo ha sempre tenuto in ombra, sono diventati per Stefano fardelli insopportabili e per questo motivo sarebbe convinto della scelta presa.

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Contrariamente Belen sembra soffrire molto di più per la loro separazione. La showgirl starebbe facendo di tutto per far funzionare il loro matrimonio, ma sembra che i suoi sforzi restino vani. Di comune accordo sono invece per quanto riguarda il figlio Santiago: i due vorrebbero restare uniti per il bene del bambino. Pare inoltre che Belen abbia acquistato una casa a Ibizia e abbia chiesto a Stefano di strascorrere con lei e il figlio le vacanze estive, dopo le iniziali titubanze pare che De Martino abbia detto un “forse” a patto che famiglia e assistenti non entrino nella casa. In passato, infatti, i due hanno più volte litigato a causa delle amicizie della bella argentina.